80 voglia di bei libri
Sabato 24 ottobre, la festa nazionale promossa dall’Associazione Librai Italiani in occasione degli 80 anni dalla fondazione
Nell’occasione, gli esercizi aderenti organizzeranno incontri con gli autori, giochi, laboratori per bambini e altre iniziative rivolte a lettori di tutte le età.
Nel Bassanese, il rapporto fra librerie e comunità ha una storia concreta, fatta di presentazioni, incontri con gli autori, percorsi di lettura e iniziative rivolte a pubblici differenti. La festa nazionale può essere un’occasione d’incontro con questi luoghi preposti alla diffusione della cultura, con le loro diverse identità.
La giornata arriva in un momento storico in cui il mondo del libro è chiamato a fare i conti con trasformazioni profonde. I dati presentati a Roma il 21 ottobre, durante gli Stati Generali delle Librerie, restituiscono un quadro nel quale la sostanziale solidità economica del settore convive con una distribuzione territoriale tutt’altro che uniforme e con la necessità di continuare a lavorare sodo, al fine di fidelizzare i lettori.
Secondo i rapporti di studio più recenti, la rete italiana conta oltre quattromila punti vendita e genera un giro d’affari di circa 1,8 miliardi di euro, dando lavoro a circa 12.200 persone, ma l’83% dei Comuni italiani non dispone di una libreria. La questione sul futuro, alle spalle questi ottant’anni, non riguarda quindi soltanto la capacità di reggere la concorrenza e di sostenere i costi di un’attività commerciale, ma la possibilità di mantenere una presenza culturale diffusa, soprattutto nei territori più piccoli, dove la libreria può rappresentare uno dei pochi luoghi in cui il libro esce dalla dimensione privata dell’acquisto per diventare elemento di promozione di una crescita personale.
Il rapporto presentato da ALI indica che in media sette lettori su dieci frequentano abitualmente la stessa libreria: si conferma che la relazione personale con chi gestisce l’esercizio di vendita conserva ancora un peso importante. Altro aspetto diffuso: il digitale si è ormai inserito in modo preponderante nelle strategie di comunicazione dei librai — quasi nove librai su dieci utilizzano strumenti come social network, messaggistica e notiziari elettronici per comunicare con il pubblico. Ciononostante, la stragrande maggioranza del fatturato continua a essere generato nel punto vendita fisico, ovvero, la rete può far conoscere un libro, annunciare una presentazione o mantenere vivo il rapporto con i clienti, ma il negozio resta il luogo in cui una parte essenziale di questa relazione si concretizza.
Il quadro si completa con i dati ISTAT sulle abitudini di lettura, sempre in flessione, a fronte di un’abnorme produzione di libri non precisamente “d’autore”, insieme causa e conseguenza della disaffezione.
Se il mercato del libro da anni attraversa una fase non favorevole sul versante delle vendite, dichiarata da numeri che riguardano l’intera filiera editoriale, il lavoro di selezione, il consiglio competente e la capacità di creare occasioni di instaurare un rapporto critico con i libri acquistano un significato ulteriore, prezioso quando riferito alla diffusione di prodotti non all’altezza e soprattutto in un contesto nel quale il tempo da destinare alla lettura è conteso da molte altre interessanti forme di intrattenimento.
Le librerie soprattutto delle grandi città, ma anche quelle locali, organizzano e promuovono tante iniziative culturali perlopiù gratuite; per alcune chiedono un contributo, anche per far comprendere ai lettori e ai loro utenti che le attività che svolgono richiedono tempo, competenze e risorse, e costituiscono occasioni di partecipazione attiva. In questa giornata di festa, ma anche di approfondimento, viene ricordato che a questi esercizi di vendita servono politiche di sostegno, come a tutte le imprese, e comunità disposte a riconoscere il valore di luoghi preposti alla promozione della cultura anche attraverso le proprie scelte quotidiane.


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