Groenlandia, la partita di Trump si chiude con un accordo
L’intesa con Danimarca e Groenlandia rafforza la presenza strategica degli Stati Uniti. Per Trump, un risultato da spendere sul piano interno in vista delle elezioni di medio termine
Il testo dell’accordo sulla Groenlandia, firmato il 22 settembre scorso dal presidente Donald Trump e diffuso dopo la cerimonia della firma, stabilisce che gli Stati Uniti potranno collocare in Groenlandia un sistema di difesa "Golden Dome" come scudo contro la minaccia di missili balistici.
Il sistema di difesa missilistica "Golden Dome" è un'iniziativa ancora prevalentemente teorica, annunciata dal presidente Donald Trump nel gennaio 2025. Presentato come un piano visionario per proteggere l'intero territorio degli Stati Uniti da qualsiasi attacco missilistico, il Golden Dome è stato paragonato, sul piano retorico, all'Iniziativa di Difesa Strategica dell'era Reagan – nota come "Guerre Stellari" – e richiama anche nel nome, il sistema "Iron Dome" che protegge Israele. Se realizzato, il sistema rappresenterebbe il più vasto e costoso sistema di difesa missilistica nazionale mai concepito.
La decisione giunge al termine di un braccio di ferro durato mesi con la Danimarca e la Groenlandia, scaturito dalle ripetute dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump circa l'intenzione di Washington di annettere il territorio autonomo danese – strategicamente importante per la sua posizione nell'Artico e per le ingenti risorse minerarie, tra cui le terre rare.
Trump aveva minacciato di prendere la Groenlandia con la forza qualora non avesse raggiunto un accordo di suo gradimento.
L’accordo soddisfa la richiesta di Trump di ampliare l’attuale presenza militare americana per contrastare la crescente presenza russa e cinese nell’Artico anche se lo scorso anno il comandante del Comando Artico Congiunto danese in Groenlandia, maggiore generale Søren Andersen, aveva negato di aver mai visto navi militari di Mosca o di Pechino nei dintorni dell’isola.
L'intesa tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia integra il trattato di difesa risalente a settant'anni fa, che autorizzava gli USA a stazionare truppe in Groenlandia nell'ambito della difesa della NATO. Tuttavia, tra le principali novità figurano il divieto per i paesi non appartenenti alla NATO di dispiegare forze in Groenlandia, la costruzione di due basi statunitensi, e un possibile aumento della presenza delle forze statunitensi sul territorio e la garanzia di accesso militare per gli USA qualora la Groenlandia dovesse ottenere l'indipendenza dalla Danimarca che rappresentava da tempo una criticità irrisolta del precedente trattato.
Gli Stati Uniti gestiscono già la base spaziale di Pituffik, nella remota Groenlandia nord-occidentale. L'accordo prevede l'apertura di due nuovi siti militari: Narsarsuaq, un'ex base aerea della Guerra Fredda la cui popolazione si è ridotta a poche decine di abitanti, e Mestersvig, attualmente utilizzata dalla Sirius Dog Sled Patrol, un'unità delle forze speciali danesi.
Inoltre gli Stati Uniti avranno “libero accesso” ai collegamenti aerei, terrestri e marittimi tra le due basi, e potranno anche istituire nuove strutture per droni, con le autorità danesi e groenlandesi che però avranno l’ultima parola sulla loro costruzione e localizzazione.
Le forze armate statunitense sono presenti in Groenlandia fin dagli anni 40. Durante la Guerra Fredda, le forze armate americane avevano più di 10.000 soldati sul territorio, che oggi ospita la base spaziale di Pituffik, precedentemente nota come base aerea di Thule. Oggi, i bombardieri a lungo raggio con armi nucleari che facevano parte della forza originaria della Guerra Fredda non sono più presenti. Ma una missione di “early warning” sui missili balistici continua ad essere operativa con poche centinaia di elementi in servizio attivo dell'Aeronautica Militare e della Space Force statunitense.
Come riportato in precedenza su questo giornale, nel 2009, la Groenlandia ha approvato un referendum che le ha concesso l'autonomia in tutte le questioni, tranne che in materia di difesa, sicurezza e politica estera. La Groenlandia è stata governata direttamente dalla Danimarca dall'inizio del XVIII secolo fino all'inizio dell'autonomia sull'isola nel 1979.
Come è noto l’isola dispone di abbondanti risorse naturali tra cui petrolio e gas, presenti in grandi quantità. Da non trascurare è anche la presenza di materie prime come zinco, piombo, oro, minerale di ferro, terre rare, rame.
Per Trump questo “successo”, che di fatto non sembra esserlo affatto, andrebbe a rimpinguare alcuni degli obiettivi che si era posto durante la sua permanenza alla Casa Bianca, con l’intento di arrivare nelle migliori condizioni possibili alle prossime elezioni di medio termine, previste per il mese di novembre, quando il controllo repubblicano del Congresso sarà nuovamente in gioco.
In altre parole, altro “fieno in cascina” per affrontare l’inverno: le prossime elezioni e i due anni che rimangono del suo mandato alla presidenza degli Stati Uniti. E, forse, anche per sollevare il morale dell’elettore medio di Trump, dopo essersi infilato nel ginepraio iraniano, apparentemente senza una soluzione a breve termine.
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