Tecnologia

Oggi è la Giornata dei rifiuti elettronici, ma quasi nessuno lo sa

L'allarme del WEEE Forum e del Codacons: cavi, auricolari e mini-gadget finiscono nel cestino indifferenziato. Dal 22 ottobre in vigore il nuovo decreto sul diritto alla riparazione

Oggi, 14 ottobre, si celebra la Giornata internazionale dei rifiuti elettronici (International E-Waste Day), un appuntamento globale istituito dal WEEE Forum che quest'anno punta i riflettori su una vera e propria emergenza invisibile: il fenomeno del Fast Tech. La stragrande maggioranza dei cittadini ignora la ricorrenza e, con essa, le regole fondamentali per lo smaltimento dei piccoli dispositivi tecnologici, destinati a trasformarsi in spazzatura nel giro di pochi mesi.
Cavi USB, auricolari, mini-ventilatori, caricabatterie e adattatori costituiscono oggi il segmento di rifiuti a più rapida crescita, accumulati nei cassetti o gettati direttamente nel secco indifferenziato.
Auricolari, cavi e caricabatterie: la montagna di rifiuti elettronici che ignoriamo di produrre.
Auricolari, cavi e caricabatterie: la montagna di rifiuti elettronici che ignoriamo di produrre.

Secondo un'indagine condotta su oltre 10mila cittadini europei in occasione dell'edizione 2026 della campagna, l'87% degli intervistati possiede dispositivi di questa categoria e il 78% ne ha acquistato uno nell'ultimo anno. Tra gli acquirenti, il 23% ammette di averli smaltiti tra i rifiuti domestici, perdendo definitivamente materie prime preziose e alimentando i rischi di incendio nelle discariche dovuti alle batterie al litio.
In Italia il bilancio resta contraddittorio. Se da un lato il Rapporto annuale del Centro di Coordinamento RAEE evidenzia una crescita della raccolta differenziata dei rifiuti elettronici domestici (+2,4% nell'ultimo anno, toccando quota 366.891 tonnellate), dall'altro persistono forti disparità territoriali e una diffusa disinformazione sui diritti dei consumatori.
«Non possiamo continuare ad accettare un modello di consumo nel quale acquistare un prodotto nuovo risulta spesso più semplice e conveniente che riparare quello già posseduto», commenta Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons. «Il prezzo contenuto di un dispositivo non può giustificare una durata eccessivamente limitata o difficoltà nella riparazione. Servono punti di raccolta accessibili, ricambi a prezzi equi e controlli rigorosi sul rispetto della legge».
Un cambio di passo normativo è atteso a breve: il decreto legislativo n. 176 del 25 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre e in vigore dal prossimo 22 ottobre, introdurrà nuove tutele per il diritto alla riparazione, imponendo obblighi più stringenti ai produttori sulla disponibilità dei pezzi di ricambio e sulla trasparenza dei costi.
Resta intanto fondamentale il richiamo alle regole vigenti: tutti i consumatori hanno diritto al ritiro gratuito del vecchio apparecchio al momento dell'acquisto di uno equivalente («uno contro uno»), anche negli store online. Per i micro-dispositivi sotto i 25 centimetri, inoltre, è sempre attivo il conferimento gratuito senza obbligo di acquisto («uno contro zero») presso i grandi punti vendita della distribuzione elettronica.

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