Bassano del Grappa consegna il dossier per Capitale della cultura 2029
Conclusa la trasmissione degli atti al Ministero: un progetto sostenuto da 40 Comuni della Pedemontana veneta e circa 200 realtà locali
La proposta, intitolata “Bassano 2029. La cultura ha un’intelligenza umana”, formalizza un lavoro di pianificazione che vede il coinvolgimento di quasi 200 realtà tra enti territoriali, associazioni, aziende e cittadini, con il sostegno diretto di oltre 40 Comuni della Pedemontana veneta distribuiti su tre province e la presenza di 28 soggetti all'interno del Comitato promotore.
Il perimetro programmatico trasmesso a Roma individua nella centralità della persona e nell'interazione con l'innovazione tecnologica i fattori guida della proposta. Il dossier prefigura una serie di interventi che legano la valorizzazione del patrimonio storico a politiche di sviluppo urbano, con un piano di attività previsto per un arco temporale di mille giorni, compreso tra aprile 2027 e la fine del 2029.
«Il progetto nasce dal confronto e dall’ascolto della città», ha dichiarato il Sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco, definendo la candidatura come «un modello di sviluppo che mette al centro la persona, la qualità dei servizi, l’innovazione e il protagonismo dei giovani. L’ambizione è fare di Bassano del Grappa un modello di crescita culturale e urbana».
L'architettura del piano si fonda su quattro sezioni operative definite nel documento ufficiale:
- Bassano a vent’anni: focalizzato sulle politiche giovanili e l'inclusione, con il supporto strutturale del TAG (Tavolo Agenda Giovani) e la destinazione funzionale di un hub dedicato;
- La città delle immagini: incentrato sul patrimonio visivo e storico del territorio, dai maestri come Jacopo Bassano e Antonio Canova fino alla tradizione calcografica dei Remondini, riletti attraverso i linguaggi contemporanei;
- Geografia della storia: dedicato alle relazioni tra memoria locale, paesaggio e identità territoriale;
- Officine del terzo millennio: orientato all'integrazione tra la matrice manifatturiera della zona e le produzioni creative.
Tra gli interventi infrastrutturali e di recupero inseriti nella proposta figura la rigenerazione di Palazzo Bonaguro, destinato a diventare sede di sperimentazione per forme di partecipazione giovanile. L'infrastruttura simbolo del progetto rimane il Ponte Vecchio, individuato nel dossier come spazio baricentrico di incontro e accessibilità. La programmazione generale prevede un'articolazione tra esposizioni di rilievo, festival a carattere internazionale e cantieri di intervento su urbanistica, mobilità, turismo e coesione sociale.
«Abbiamo costruito nel tempo molte occasioni di partecipazione diretta», ha spiegato Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa. «La candidatura ci ha dato l’opportunità di mettere a sistema questo patrimonio di esperienze per valorizzare le nostre radici e generare futuro, facendo della cultura una leva concreta di sviluppo».
Sulle finalità operative a lungo termine si sono espressi Barbara Guidi, Dirigente Cultura del Comune, e Paolo Dalla Sega (PTS), Advisor di candidatura: «È un calendario di grandi eventi che racconta Bassano e le terre venete con importanti eventi espositivi, festival internazionali e cantieri culturali destinati a durare. La candidatura deve generare frutti duraturi ed eredità materiali».
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