Imprese

Tributi locali 2027, le proposte di Confcommercio per sostenere le imprese

L’associazione chiede ai sindaci di contenere la pressione fiscale sulle imprese. Tra le proposte, esenzioni per i nuovi negozi, agevolazioni sulla Tari e incentivi per riaprire i locali sfitti

Niente nuovi aumenti dei tributi locali e più incentivi per chi apre un negozio o restituisce una funzione commerciale a un locale vuoto. È la richiesta che Confcommercio Vicenza rivolge ai sindaci della provincia in vista della programmazione finanziaria per il 2027, indicando una serie di misure a sostegno delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.
La lettera, firmata dal presidente Nicola Piccolo e dal direttore Ernesto Boschiero, arriva in una fase in cui le attività di prossimità devono fare i conti con l’aumento dei costi energetici e di gestione, le dinamiche inflattive e, per il commercio al dettaglio, la concorrenza dell’e-commerce. Una pressione che, secondo l’associazione, riduce i margini delle imprese e mette a rischio la sostenibilità economica di numerose attività.
Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza.
Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza.

La questione, sostiene Confcommercio, non riguarda soltanto la tenuta delle singole aziende, ma anche il futuro dei centri storici e dei quartieri.
«I negozi e le altre attività di prossimità non solo danno ai cittadini la possibilità di acquistare ciò che serve sotto casa, ma contribuiscono alla sicurezza e alla vivibilità degli spazi urbani», afferma Piccolo.
La loro presenza aiuta inoltre a contrastare la desertificazione commerciale e a mantenere vive le relazioni sociali.

Tari, esenzioni e locali sfitti
Tra le proposte rivolte ai Comuni figura l’esenzione dalla Tari per i primi tre anni di attività per i nuovi negozi di vicinato. Confcommercio suggerisce inoltre agevolazioni per le imprese che avviano autonomamente al recupero o al riciclo i rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico, in linea con le disposizioni applicabili, e l’utilizzo di meccanismi di gradualità nella copertura dei costi del servizio, per favorire una maggiore stabilità delle tariffe.
Un altro intervento riguarda i locali commerciali inutilizzati. L’associazione chiede l’esenzione dai tributi locali per tre anni a favore di chi avvia o riapre un’attività in un immobile precedentemente sfitto. Propone anche agevolazioni sull’Imu per i proprietari che riducono i canoni di locazione, rimettono sul mercato immobili vuoti da almeno un anno o investono nella riqualificazione di spazi dismessi destinati a nuove attività commerciali.

Turismo e plateatici
Per le strutture ricettive, la richiesta è di evitare aumenti dell’imposta di soggiorno e di destinare risorse anche a interventi di sostegno alle imprese, ad esempio attraverso bandi specifici. Confcommercio propone inoltre agevolazioni sui plateatici per gli operatori che partecipano a iniziative di animazione e valorizzazione del territorio.
La lettera richiama anche il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo, che disciplina i tributi regionali e locali e il federalismo fiscale regionale. Tra le disposizioni previste figura la possibilità per Regioni ed enti locali di ridurre aliquote e tariffe per i contribuenti che scelgono l’addebito diretto dei tributi sul conto corrente bancario o postale.
Le esenzioni triennali per i nuovi negozi e le agevolazioni per la riapertura dei locali sfitti restano invece proposte avanzate dall’associazione alle amministrazioni locali.

Confcommercio si dichiara disponibile a collaborare con i Comuni nella definizione delle politiche fiscali.
L’obiettivo indicato è contenere il peso dei tributi sulle imprese e favorire la riapertura degli spazi commerciali inutilizzati, riconoscendo alle attività di prossimità un ruolo che va oltre quello economico e riguarda anche la vivibilità dei territori.

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