Bullismo e relazioni digitali: a Bassano la voce dei giovani guida il cambiamento
Peer education e ascolto al centro dell'evento di Connessioni Contemporanee
L'inquadramento clinico e psicologico del fenomeno è stato delineato dal dottor Giovanni Greco, responsabile del Sert, e dalla dottoressa Francesca Carli. Il dottor Greco ha descritto i servizi per le dipendenze come sentinelle del territorio capaci di intercettare le alterazioni relazionali causate dall'esposizione precoce ai dispositivi digitali fin dalla prima infanzia, con ripercussioni sullo sviluppo sensoriale, decisionale e critico. Richiamando studi internazionali, Greco ha evidenziato la vulnerabilità di ragazzi con neurodivergenze o disturbi come ADHD e autismo, esponendo il concetto psicologico della "tetrade oscura" (psicopatia, sadismo, narcisismo e macchiavellismo) e indicando nell'empatia e nell'uso del gioco gli unici veri antidoti alla disgregazione sociale. La dottoressa Carli ha invece messo in guardia dai rischi legati all'applicazione di etichette rigide come "bullo" o "vittima", sottolineando che la violenza e l'aggressività sono tratti ben presenti anche nel mondo adulto. Secondo la terapeuta, sia chi prevarica sia chi subisce persegue obiettivi di crescita e ricerca di identità dentro un contesto interattivo complesso, rendendo necessario un accompagnamento adulto che aiuti i giovani a comprendere le proprie intenzioni e a costruire modalità relazionali sane.
Sul fronte amministrativo e delle politiche giovanili, Oscar Mazzocchin, assessore nel Comune di Cassola, ha richiamato l'attenzione sulla distanza tra la preoccupazione manifestata dagli adulti e il loro effettivo impegno concreto. Mazzocchin ha citato i dati delle indagini locali condotte sui preadolescenti del territorio bassanese, dalle quali emerge che ben l'80% dei ragazzi dichiara di stare bene, a fronte di una narrazione mediatica spesso schiacciata sul restante 20% o su fenomeni di devianza giovanile. L'assessore ha denunciato la sproporzione negli investimenti pubblici e le contraddizioni di una società adulta incline al guadagno facile, come dimostrato dai dati sul gioco d'azzardo nei Comuni del territorio, rivendicando tuttavia il valore di progetti educativi virtuosi quali "Ci sto? Affare fatica!" e "Social Day", oltre al lavoro di rete tra i Comuni dell'ambito. A conferma di ciò, l'educatore e moderatore Marco Lo Giudice ha ricordato l'esperienza dei tutor del progetto estivo, evidenziando come le relazioni autentiche tra ragazzi si sviluppino in modo naturale durante lo svolgimento di un lavoro condiviso piuttosto che nei momenti di pausa programmata.
La risposta del mondo scolastico è stata illustrata dalla dirigente del Liceo Brocchi di Bassano, Martina Paolo, e dalla professoressa Alessia Dal Lago, referente per la prevenzione del bullismo. La dirigente ha spiegato che il recente divieto dell'uso degli smartphone in classe non risolve l'intreccio della vita digitale degli studenti, la quale prosegue nelle chat pomeridiane e nei social network, rendendo indispensabile un'azione formativa mirata all'uso consapevole dei media e al benessere generale degli studenti attraverso fondi dedicati. La professoressa Alessia Dal Lago ha presentato la struttura del team anti-bullismo dell'istituto, composto da docenti, personale ATA, genitori e studenti, annunciando l'avvio di un innovativo progetto sperimentale sulla mediazione dei conflitti che vede coinvolti venti studenti, quattordici docenti e sei genitori con l'obiettivo di intercettare e risolvere i contrasti prima che degenerino in forme di prevaricazione.
Il momento centrale dell'incontro ha visto protagonisti gli studenti e gli ex studenti impegnati in prima persona nelle attività di prevenzione e supporto tra pari. Gli ex studenti del Brocchi, Noah e Lucia, hanno raccontato l'esperienza del Peer Tutoring, un percorso nato due anni fa per consentire agli studenti delle ultime classi di affiancare i compagni più giovani del primo biennio attraverso giochi e laboratori pratici. Le studentesse di quinta Giorgia e Clara hanno condiviso i risultati del progetto Applying Safe Behaviors, incentrato sulle relazioni positive e condotto con gli alunni della scuola secondaria di primo grado Bellavitis. Infine, l'ex studente Francesco ha espresso con forza la voce dei giovani, spiegando come il dialogo orientato al "peer-to-peer" risulti infinitamente più efficace delle conferenze frontali tenute da esperti adulti, spesso percepite come noiose o distanti. Francesco ha rivolto una precisa richiesta alle istituzioni e alla politica locale: trasformare queste iniziative da eventi straordinari e sperimentali a pratiche ordinarie e strutturate, dotate di risorse stabili. Un appello accolto favorevolmente dall'assessore Mazzocchin, che ha confermato la necessità di integrare stabilmente la peer education nelle politiche del territorio.
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