A Palazzo Roberti Di Cioccio e Harari "evaporati in una nuvola rock"
Presentato ieri sera alla libreria Palazzo Roberti il diario fotografico della tournée della PFM e De Andrè, un'occasione per parlare di allora, di De Andrè e di vari aneddoti accaduti durante il celebre tour.
Svariati gli aneddoti di fatti accaduti durante il tour, raccontati ieri dallo stesso Di Cioccio e in parte documentati nel libro. Per primo, il racconto di come è nato il sodalizio artistico tra loro: una sera a cena a casa di De Andrè, finito di mangiare, cimentandosi in una jam session con posate, bicchieri e chitarra, il “solitario” De Andrè si convinse che sarebbe stato interessante e stimolante far qualcosa in gruppo; da lì il via alla celeberrima tournée.
Una tournee che, come ha raccontato Di Cioccio, non è stata priva di numerose difficoltà, quali il continuo assedio di gruppi politici e i numerosi spettatori intolleranti: chi, infatti, amava il cantautore genovese trovava al primo impatto le canzoni di De Andrè stravolte e “troppo rumorose”, chi invece amava il progressive rock della PFM trovava le canzoni di De Andrè troppo lente e melense. Uno spettatore che poco gradiva la performance, racconta sempre Di Cioccio, durante uno spettacolo lanciò un pesante bicchiere da whisky mancando di poco uno del gruppo, e dopo lo spettacolo, per scusarsi, offrì da bere a De Andrè cercando di mandarlo all’altro mondo aggiungendo un acido nel bicchiere. Quando De andrè lo incontrò il giorno successivo, vista la sua ironia e il suo voler perdonar tutti e comunque, lo vide e gli disse: “Ah, ciao! Tu sei quello che ieri sera ha provato a uccidermi…”.
E via così con altre mille curiosità di vita da tour. Un tour che ha visto fondersi, legandosi a doppio filo, due realtà musicali assai differenti, che hanno saputo creare uno stile e dei pezzi che hanno segnato e resteranno per sempre nella storia della musica italiana. Il gruppo si è unito col “cantautore solitario” come in una grande tribù, dove ognuno aveva un proprio soprannome: Fabrizio, ovviamente era “Coda di lupo”, Di Cioccio “Due orsi”, Mussida, per evidenti ragioni di capigliatura, “Alce bianco”, e via così per tutti gli altri musicisti e operatori della tournée.
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