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Da OTB Foundation 75 mila euro a Medici Senza Frontiere: ad Amman l'ospedale che ricostruisce vite dopo la guerra

Il contributo finanzierà interventi di chirurgia ricostruttiva, riabilitazione e assistenza psicologica per circa 516 pazienti provenienti da diverse aree di crisi del Medio Oriente. Un programma che integra cura medica e supporto psicosociale lungo

Pubblicato il 30 giu 2026
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La vera sfida della medicina umanitaria comincia spesso quando i conflitti escono dalle prime pagine e la guerra diventa una condizione che continua a produrre conseguenze nel tempo lungo della ricostruzione.
È in questo spazio, lontano dall’urgenza della cronaca, che si inserisce il nuovo stanziamento da 75 mila euro annunciato a Breganze da OTB Foundation.
La realtà no-profit promossa da Renzo Rosso ha deciso di sostenere Medici Senza Frontiere destinando le risorse al Reconstructive Surgery Hospital di Amman, in Giordania, per il 2026.

Il finanziamento sarà utilizzato per rafforzare le attività del centro, con particolare attenzione alla chirurgia ricostruttiva, alla riabilitazione funzionale e ai percorsi di supporto psicologico. L’intervento riguarda in modo diretto i feriti di guerra provenienti da alcune delle principali aree di crisi del Medio Oriente, tra cui Palestina, Siria, Iraq e Yemen.
Il progetto, intitolato “L’ospedale di tutte le guerre”, si inserisce in una programmazione che guarda all’intero anno 2026.
Le stime indicano circa 516 pazienti presi in carico, con una media di 43 ricoveri mensili, e un impatto indiretto su circa 2.500 tra familiari e caregiver coinvolti nei percorsi di assistenza.
La struttura di Amman opera come centro specializzato nella gestione delle conseguenze fisiche e psicologiche dei conflitti, con un approccio che supera la sola fase dell’emergenza. Il modello di cura integra chirurgia ortopedica, plastica e maxillo-facciale con percorsi di fisioterapia e sostegno alla salute mentale, all’interno di un percorso riabilitativo continuativo.
Accanto alle attività cliniche, il centro utilizza tecnologie avanzate come la stampa 3D per la realizzazione di protesi e dispositivi personalizzati, oltre a strumenti dedicati al trattamento delle grandi ustioni, tra cui maschere terapeutiche trasparenti impiegate nelle terapie riabilitative.
Secondo OTB Foundation e il direttore generale di Medici Senza Frontiere, Stefano Di Carlo, la collaborazione si inserisce in una visione comune della cura che non si esaurisce nel trattamento delle lesioni fisiche, ma punta al recupero dell’autonomia personale e al reinserimento sociale dei pazienti.

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