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Massimiliano Cavallo

Massimiliano Cavallo
Contributor
Bassanonet.it

Sociale

Imprendichef 2026: storico bis della squadra gialla nella gara solidale a Bassano

Battuta la brigata rossa per 100 voti a 76 nella quarta edizione dell'evento al ristorante Ca'7; i fondi raccolti andranno all'Associazione Oncologica San Bassiano per l'assistenza ai pazienti

Pubblicato il 20 giu 2026
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C'è chi indossa un grembiule per mestiere e chi lo indossa per una sera. Poi c'è chi lo indossa per una causa. È questa la differenza che rende speciale Imprendichef, la cena di beneficenza ospitata dal ristorante Ca'7 e giunta alla sua quarta edizione, capace ancora una volta di trasformare una competizione gastronomica in un grande progetto di comunità.
Per una sera imprenditori e professionisti del territorio hanno lasciato uffici, aziende e sale riunioni per mettersi alla prova tra pentole, coltelli e fornelli. Non per conquistare visibilità personale, ma per contribuire concretamente a sostenere l'attività dell'Associazione Oncologica San Bassiano, realtà che da oltre vent'anni accompagna pazienti e famiglie nei momenti più difficili della malattia.
Il senso profondo dell'iniziativa è racchiuso in una frase semplice quanto efficace: «Fare del bene fa stare bene».

Imprenditori e professionisti del territorio riuniti per Imprendichef, l'iniziativa a scopo benefico per l'Associazione Oncologica San Bassiano.

È la filosofia che da quattro edizioni accompagna Imprendichef, diventato uno degli appuntamenti solidali più riconoscibili del territorio bassanese. Dietro la crescita della manifestazione c'è un lavoro che dura mesi e che spesso resta lontano dai riflettori: coinvolgere aziende, coordinare volontari, costruire relazioni e trasformare la generosità in un aiuto concreto. In questo percorso Marco Fioravanzo e Alex Lorenzon hanno avuto un ruolo determinante. Anno dopo anno hanno contribuito a far crescere un progetto che oggi mobilita centinaia di persone, imprese, sponsor e volontari attorno a un obiettivo comune. Un impegno costante che ha permesso a Imprendichef di diventare non soltanto una cena benefica, ma una delle espressioni più concrete della capacità del territorio di fare rete quando si tratta di sostenere chi attraversa momenti di difficoltà.
Il successo dell'iniziativa era percepibile fin dall'ingresso della villa. Oltre 170 commensali hanno scelto di partecipare alla serata, confermando una crescita costante che ha trasformato Imprendichef in uno degli appuntamenti solidali più attesi del Bassanese.
Ad aprire l'evento è stato l'assessore Andrea Viero, intervenuto in rappresentanza del sindaco impossibilitato a partecipare per concomitanti impegni istituzionali. Nel suo saluto, Viero ha ribadito la vicinanza dell'amministrazione comunale all'Associazione Oncologica San Bassiano e a una manifestazione che negli anni si è consolidata fino a diventare un punto di riferimento per la solidarietà cittadina. Un'iniziativa, ha sottolineato, capace di unire istituzioni, imprese, volontari e cittadini attorno a un obiettivo condiviso: sostenere concretamente chi sta affrontando il difficile percorso della malattia.
Parole di sostegno sono arrivate anche da Guido Dalla Vecchia, vicepresidente di Banca Terre Venete, che ha evidenziato il valore delle reti di comunità e l'importanza di affiancare le realtà che ogni giorno operano a favore delle persone più fragili, ricordando come la vicinanza al territorio rappresenti uno dei principi fondanti del credito cooperativo.
Particolarmente sentito l'intervento della presidente dell'Associazione Oncologica San Bassiano, Bernardina "Dina" Faoro, che ha ringraziato organizzatori, volontari e partecipanti ricordando come ogni contributo raccolto si trasformi in assistenza concreta, sostegno psicologico e vicinanza umana per i pazienti e le loro famiglie. Un messaggio semplice ma potente, accolto da un lungo applauso della sala.
Conclusi gli interventi istituzionali, l'attenzione si è spostata sulle due brigate protagoniste della sfida culinaria.
A contendersi la vittoria sono state due squadre composte da imprenditori e professionisti del territorio che hanno scelto di dedicare tempo, energie e passione a una causa comune.

La squadra rossa era guidata dal capitano Andrea Michielon e dalla vicecapitana Michela Campagnolo, affiancati da Francesca Masiero, Arianna Caron, Vanessa Zonta, Martina Gallo, Antonio Sellaro, Sandro Maschio, Gianfranco Tolio, Mirko Ferronato, Gilberto Arboit e Gianni Meneghetti.

A difendere il titolo conquistato nel 2025 è stata invece la squadra gialla, capitanata da Marta Carron con la vicecapitana Costanza Marchiorello, insieme ad Alessandra Fontana, Olimpia Guazzo, Diletta Brunello, Silvia Pegoraro, Marco Masiero, Edoardo Sartor, Luca Comunello, Nicolò Ferracin, Carlo Marostica ed Egidio Torresan.

A parlare sono stati soprattutto i piatti. Portate studiate, equilibrate e presentate con cura, capaci di sorprendere molti dei presenti per qualità e attenzione tecnica. Un risultato che ha testimoniato l'impegno profuso dalle due brigate e la serietà con cui i partecipanti hanno affrontato una sfida che, pur nata per beneficenza, non ha rinunciato all'ambizione di offrire un'esperienza gastronomica di livello.

La brigata gialla ha proposto un percorso gastronomico elegante e ben costruito. Il vitello tonnato rivisitato in chiave contemporanea ha convinto per equilibrio e precisione esecutiva. Ancora più riuscito il risotto alla busara di scampi, frutto della passione e olio alle erbe, caratterizzato da una cottura accurata, una mantecatura convincente e una notevole intensità aromatica che lo hanno reso uno dei piatti più apprezzati della serata. A completare il menù, la corba rossa scottata alla mugnaia con taccole, piselli e beurre blanc ha confermato una buona padronanza tecnica e un apprezzabile equilibrio nelle consistenze.
La risposta della squadra rossa non è stata da meno. Il black cod al miso con rollé di zucca ha portato in tavola una lettura contemporanea della cucina internazionale, sostenuta da una cottura precisa e da un corretto bilanciamento dei sapori. Ancora più ambiziosa la proposta dei ravioli ripieni di branzino con pomodori confit e fumetto affumicato, una preparazione complessa che richiedeva precisione tecnica e grande coordinamento tra i componenti della brigata. A chiudere il percorso è stato il dessert limone e verbena, una conclusione fresca, pulita ed elegante che ha accompagnato i commensali verso il momento decisivo della serata.

Alla fine il giudizio dei commensali, espresso attraverso i gettoni di preferenza, ha premiato nuovamente la squadra gialla, che si è imposta con 100 voti contro i 76 della brigata rossa.
Un risultato che consegna alla manifestazione una piccola pagina di storia: per la prima volta dalla nascita di Imprendichef una squadra riesce infatti a confermarsi campione per due edizioni consecutive.
Ma sarebbe riduttivo leggere la serata soltanto attraverso il risultato finale. Se il verdetto ha premiato i gialli, la fotografia più significativa dell'evento è probabilmente quella di due squadre che hanno lavorato fianco a fianco, mettendo a disposizione tempo, competenze ed entusiasmo per una causa che andava ben oltre il semplice confronto culinario. I gialli hanno conservato il titolo, ma i rossi non hanno affatto demeritato, dimostrando qualità, preparazione e spirito di squadra.
La vittoria sportiva appartiene a una brigata, quella morale all'intera comunità che ha scelto di esserci.
È questo il motivo per cui, una volta spenti i riflettori sulla gara, resta soprattutto il significato della raccolta fondi destinata all'Associazione Oncologica San Bassiano. Le risorse raccolte contribuiranno infatti a sostenere servizi fondamentali come l'assistenza ai pazienti, il supporto psicologico, le attività di accompagnamento e i numerosi progetti che ogni giorno aiutano persone e famiglie ad affrontare percorsi complessi senza sentirsi sole.
Lo scorso anno Imprendichef aveva superato quota 40 mila euro di raccolta fondi. Il dato ufficiale dell'edizione 2026 sarà comunicato nelle prossime settimane dagli organizzatori, ma la partecipazione registrata lascia intuire un risultato ancora una volta significativo.
E forse è proprio qui che si misura il successo autentico della manifestazione. Non nei voti assegnati ai piatti, né nel colore della squadra vincitrice. Perché quando oltre centosettanta persone scelgono di sedersi alla stessa tavola per sostenere chi combatte una delle battaglie più difficili della vita, il risultato passa inevitabilmente in secondo piano. Restano i sorrisi, le strette di mano, il lavoro silenzioso dei volontari e la consapevolezza che nessuno dovrebbe affrontare la malattia da solo. I trofei finiranno in bacheca, i piatti resteranno nei ricordi della serata. Quello che rimarrà davvero sarà il messaggio consegnato da questa comunità: che la solidarietà, quando riesce a unire così tante persone attorno allo stesso tavolo, può diventare una forza capace di fare la differenza nella vita di qualcuno.

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