Pubblicato il 04-05-2020 16:10
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Le tre "C": Carburanti, Coronavirus e Criminalità organizzata

Una realtà, una piaga che non trova vaccino. Il punto con Antonio Perin, vice Coordinatore Regionale e Consigliere Nazionale per l'Associazione Assopetroli Assoenergia.

Le tre

Foto dal web

C'è un virus, un parassita a cui non si trova un vaccino da molto tempo. Anche le sue prede preferite sono quelle più deboli. Si muove silenzioso, invisibile per alcuni versi. Ci sono anche qui, Eroi, che hanno perso la vita per fare luce su questa malattia, piaga della comunità.
E' organizzata, la criminalità.
Molto, estremamente.
Le categorie economiche stanno facendo del loro meglio per reinventarsi e guadagnare ancora un giorno di sopravvivenza, in questa nuova crisi. Tutti sulla stessa barca? Io non credo. C'è chi viveva già a singhiozzo prima e che ora, non può che lasciarsi andare a fiumi di lacrime che spazzano via sogni e speranze. E in tutto questo caos generale, dove le vittime di Covid-19 ci stringono il cuore, la paura è che l'emergenza economica ne possa mietere di nuove: la morte di moltissime piccole e medie imprese, che non reggeranno al duro colpo.
La linfa vitale dal Governo sembra arrivare traballante, confusa e insufficiente.
Serve liquidità, immediata come l'ossigeno lo è stato per i malati.
Ecco che qui, la criminalità, avanza.

La ministra degli Interni Lamorgese, ha già messo sotto lente di ingrandimento questo allarme generale. Un tessuto economico fragile che potrebbe pensare, nella disperazione, di trovare aiuto nella criminalità che non sente portafogli leggeri ma li rimpolpa quotidianamente su mercati sempre in positivo. La sfida è rivolta ai prefetti che sondando il terreno si dovranno fare ancor più “sentinelle attente” e pronte a contrastare le possibili macchie d'olio.

Ma non è solo nella liquidità di contanti che possiamo intravedere un possibile infiltrarsi della criminalità, ma anche nel settore dei carburanti. Sono circa sei i miliardi che annualmente vengono evasi dalla vendita non legale di carburanti. Sei miliardi che entrano nel nostro Paese in forma di cisterne e fanno rifornimento a rivenditori che non acquistano “pulito”.
E' fatto noto che il mondo del petrolio, anche qui al Nord, sia particolare e molto appetitoso per il malaffare.
“L’illegalità nel settore dei carburanti non ci permette di vivere in serenità il nostro lavoro. Mafia, ‘ndrangheta e camorra, per dichiarazione stessa della Direzione Nazionale Antimafia mettono a repentaglio le attività produttive di moltissimi cittadini che non riescono a sostenere prezzi così concorrenziali”.
Lo sottolinea Antonio Perin, vice Coordinatore Regionale e Consigliere Nazionale per l'Associazione Assopetroli Assoenergia, molto informato della questione e che da sempre è sentinella vigile e attenta di questo fenomeno drammatico. Assopetroli fu la prima, già nel 2014, a dare l’allarme su questa realtà di frodi nella distribuzione di carburante.
E anche in questo drammatico periodo, dove “Un barile di petrolio costa tanto quanto una tazzina di caffè”, frase che abbiamo sentito rimbalzare tra i vari notiziari, c'è chi non perde tempo.
Conferma Perin, “Se da una parte il flusso di carburanti in evasione proveniente dall'est è stato rallentato a causa dell'emergenza COVID, dall'altra, le confermo che la malavita si è messa in moto alla ricerca di 'occasioni'. Ovviamente nessuna minaccia, ne diretta ne indiretta o in qualche modo esplicita. Sono arrivate anche a noi un paio di telefonate nelle quali veniva proposto sia l'acquisto di prodotto 'furbo' con dilazioni di pagamento ben maggiori rispetto ai fornitori 'ufficiali' che tramite offerte di sostegno all'azienda sotto forma anche di iniezioni di liquidità. Ovviamente tutte le telefonate sono state segnalate a chi di dovere”.

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