Pubblicato il 19-02-2020 14:54
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Terzo Ponte, l'amarezza dei soci

Circolo socio-culturale privato, aperto dal dicembre 2016, ha visto la sua chiusura "forzata" tra fine dicembre 2018 e inizio 2019.
La delusione di chi ci ha creduto investendo tutte le risorse disponibili, è molta.
Molte domande senza risposta.

Terzo Ponte, l'amarezza dei soci
La nostra bella Bassano, città che è nata dalle sponde del Brenta, può vantare di avere a disposizione, per collegare uomini e pensieri, molti ponti. Quello storico, il nostro "Vecchio", che piano piano sta tornando ai suoi antichi splendori, quello "Nuovo" e tanti altri tra cui il “Terzo”, che però ha visto la sua chiusura "forzata" tra fine dicembre 2018 e inizio 2019.
Chiusura, come sottolineano i soci, che ha lasciato tanta amarezza e ha inciso pesantemente sulla vita privata e lavorativa di ognuno.
Un cartellone, con poche parole, riassume il finale.
Suono: 156 concerti mancati. Spettacolo: 15 mila 146 soci senza club. Lavoro: 8 dipendenti lasciati senza impiego. "Chi è il responsabile?", è la domanda che emerge da una fotografia di ormai un capannone dismesso, pronto per accogliere qualche nuovo deposito, certamente non di cultura.
La vicenda era rimbalzata di piazza in piazza.
Il Terzo Ponte non era un locale pubblico, ma un circolo privato. Aperti dal dicembre del 2016, dalla volontà e desiderio di cinque soci fondatori che hanno creato questo circolo socio-culturale, mettendo in questo progetto ogni risorsa sia sul piano economico che personale. Un circolo per dare a Bassano una ventata di aria diversa, nuova, fresca, per dare alla cittadinanza e ai giovani uno spazio dove potersi immergere nella cultura.

Il fatto.
Nel mese di Maggio 2018, al Terzo Ponte viene effettuato un controllo molto accurato. Il locale risulta in perfetta regola.
27 dicembre 2018, ore 23, un nuovo controllo delle forze dell'ordine. Questo nuovo controllo ha stupito tutti, anche perché il locale si trovava nelle stessa identica situazione di maggio, dove nulla era risultato fuori posto. Dopo aver interrogato molti soci, è stato formalizzato il verbale di sequestro preventivo.
Un finale immeritato, destabilizzante, e lo si percepisce dalle parole dei soci, "Quello che rimane del Club è un capannone ritornato ad attività di tipo meccanico/automobilistico. L'amarezza è molta, soprattutto per essere stati etichettati, per essere stati fatti passare per ciò che non eravamo, cioè un luogo a scopo di lucro. Non hanno creduto nei buoni intenti di un' associazione culturale. Il 27 dicembre, come tempistica è stata una data che ha creato una perdita devastante ma atta a mettere dei sigilli per delle investigazioni, creando una perdita economica ingente tale da costringere noi soci a chiudere l'associazione.
Eravamo sovrastrutturati a livello di documentazione, tutto fatto per poter garantire sicurezza e correttezza negli intenti.
Eravamo fiscalizzati, pagando regolarmente le tasse su tutti gli introiti a livello ristorativo, emettendo scontrino fiscale.
Per un eccesso di zelo, nella speranza che questa associazione culturale venisse compresa e che fosse fruibile al massimo alla città, invece ha prevalso lo scarso buon senso . L'idea era nata per Bassano, senza ritorni anzi investendo i risparmi di una vita, con l'unico e solo intento di lasciare qualcosa di buono, di fare qualcosa di diverso per la comunità. Mai una chiamata dalla vecchia e dalla nuova amministrazione, non c'è stato nessun interesse nel voler comprendere. 15 mila soci senza un club, 8 giovani senza un lavoro dall'oggi al domani. Molte le domande lasciate al vento che, chi di competenza, proverà a rispondere.
Nel frattempo, tanta amarezza e rabbia per un finale drastico, non voluto e che segna profondamente la vita di una persona".

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