Marco Polo
bassanonet.it
Pubblicato il 08-10-2017 16:33
in Calcio | Visto 553 volte
 

La disdetta fa 95

Il calcio è anche questo. Il Bassano vede sfuggirgli dalle mani al 95’ una vittoria che sentiva sua e meritava di godere. Nella ripresa i giallorossi cambiano marcia, anche grazie ai cambi. Gol Fabbro su splendido assist di Laurenti

La disdetta fa 95

Fabbro festeggia la rete dell'1 a 0 (foto Claudia Casarotto)

BASSANO – TERAMO 1-1

Bassano Virtus (4-3-2-1): Grandi 7; Andreoni 7, Barison 6, Pasini 6,5, Karkalis 6 (st 43’ Bonetto sv); Bianchi 6, Botta 7, Salvi 6 (st 9’ Laurenti 7); Minesso 6,5 (st 33’ Proia 6), Fabbro 6,5 (st 43’ Gashi sv); Diop 5,5 (st 9’ Grandolfo 6,5).
A disp. Falcone, Piras, Bortot, Tronco, Popovic. All. Magi

Teramo Calcio (3-5-2): Calore 7; Caidi 7, Speranza 7, Sales 6 (st 18’ Pietrantonio 6); Ventola 6,5 (st 1’ Altobelli 6), Graziano 6 (st 25’ Amadio 6), De Grazia 6, Ilari 5,5 (st 32’ Bacio Terracino 5,5); Varas 6; Barbuti 6, Soumarè 6,5 (st 18’ Foggia 6).
A disp.: Lewandowski, Paolucci, Milillo, Mancini, Fratangelo. All. Asta.

ARBITRO: Natilla di Molfetta
RETI: st 29’ Fabbro (BV), st 51’ Foggia (T)
NOTE: -
SPETTATORI: 900
AMMONITI: Ilari, Pasini, Caidi, Botta, Laurenti
ESPULSI:
ANGOLI: 3-4
RECUPERO: pt 0’; st 4’

Bassano del Grappa. Non arriva la quarta vittoria consecutiva per una questione di secondi. Il Soccer Team cade ingenuamente all’ultima curva del gran premio, dopo un primo tempo corso gomito a gomito e una ripresa in cui mette nettamente avanti la testa. Chiaro che alla fine in bocca al popolo e alla formazione giallorossa rimane solamente un gusto amaro. Prendere un gol che determina il risultato al 95’ è sempre stato, è e rimarrà in eterno una doccia gelata in pieno inverno. Il calcio è anche questo, va accettato. Quello che possiamo dire è che il gruppo allenato da Magi è diventato squadra, che i passi in avanti ci sono stati, che la prestazione c’è stata, che i giocatori chiamati ad un contributo decisivo è sempre maggiore. LA gara assume dei connotati ben precise dal 10’ della ripresa quando il tecnico pesarese decide di cambiare il corso degli eventi: dentro Laurenti e Grandolfo, fuori Salvi e Diop. Aumentando la qualità in mezzo al campo, lievita la prestazione di squadra ed arriva il gol.

Come un fronteggiarsi di battaglioni. Cosa succede quando due squadre approcciano la partita con rabbia, corsa, e concentrazione? La risposta l’abbiamo guardando Bassano-Teramo. Dopo neanche venti secondi Graziano potrebbe sbloccare il match, in seguito il confronto diventa non apertissimo ma costantemente in bilico. Le due squadre hanno un occhio di riguardo nel coprire gli spazi, nel non lasciare vita semplice all’avversario, a rientrare con tutti gli effettivi dietro la linea della palla e battagliare. Fabbro e Diop giocano molto esterni, come in un 4-3-3 ma senza centravanti, ed essendo distanti non riescono a dialogare. La fonte del gioco è quindi sempre Minesso, bene anche i traversoni di Andreoni ma non è facile costruire le occasioni. Stessa cosa dicasi per il Teramo, Barbuti e Souramé si sbattono ma alla fin dei conti salvo l’exploit dopo venti secondi non registriamo pericoli per la porta di Grandi.

BV propositivo. I primi dieci minuti della ripresa non suggeriscono nulla degno di nota. Poi cambia la partita, secondo un piano – scopriamo in sala stampa – pensato a tavolino. Laurenti e Grandolfo portano quella qualità a centrocampo e sulla trequarti che è mancata nel corso del primo tempo. Il Teramo è costretto ad arretrare il proprio baricentro, a sudare sette camice per contenere le incursioni palleggiate dei giallorossi. I ritmi sono più alti, i dai e vai sono più rapidi, Laurenti crea sovente superiorità numerica. Il montare della marea bassanese raggiunge il suo picco al 29’: delizioso pallonetto d’esterno di Laurenti a pescare Fabbro sul secondo palo. L’attaccante centralmente riesce ad incidere molto di più e pure a segnare. Poco prima Grandi è chiamato ad un miracolo superlativo, azione però viziata da una clamorosa spinta su Grandolfo. Se il Teramo avesse siglato in quell’occasione la rabbia avrebbe tramutato il carsico Monte Grappa nel vulcanico Etna. I minuti scorrono, i cambi di Magi sono conservativi mentre Asta manda a giocare in area giallorossa due dei suoi tre difensori centrali. E proprio nell’ultima azione il tocco del difensore Speranza mette in moto il difensore Caidi, il suo pallonetto finirebbe in rete lo stesso ma prima della linea arriva il tocco di Foggia. Uno a uno e tutti a casa.

Il mister. Magi in sala stampa è piuttosto serafico: “Il pareggio ci lascia l’amaro in bocca anche se la partita è stata difficile. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica, nella ripresa siamo cresciuti molto, siamo stati molto di più nella metà campo del Teramo. Cercare di fare la partita dopo una settimana intensa è più difficile di fare una partita difensiva. In questo momento non dobbiamo badare troppo ai risultati, noi stiamo facendo un percorso di medio lungo termine. E in un percorso lungo non può essere un mezzo incidente a destabilizzato. I cambi? L’avevamo preparata così. Tenere botta nel corso del primo tempo ed uscire alla distanza. Abbiamo aspettato e poi con un po’ di qualità in più quando loro potevano calare qualcosa da un punto di vista della concentrazione”. Poi è il turno di Antonino Asta: “Ho sentito qualcuno mugugnare per la mia esultanza nel finale, so che i bassanesi mi perdoneranno, sanno bene come sono fatto. Per noi questo punto è linfa vitale. Ci sono certi posti nella carriera di un professionista che rimangono nel cuore, sempre e per sempre. Bassano per me è questo, un posto che sarà sempre casa mia. Le emozioni che ho vissuto qui in panchina sono parte di me”.

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