Marco Polo
bassanonet.it
Pubblicato il 19-05-2017 18:22
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Rosso, per il Bassano grandi progetti

Il pres guarda al futuro con convinzione, entusiasmo, voglia di alzare l’asticella. Dal rafforzamento per la prossima stagione («faremo una squadra più forte») allo Stadium e centro sportivo. Le ambizioni sono alte. E sul derby...

Rosso, per il Bassano grandi progetti

(foto bassanovirtus.com)

Pur in una stagione difficile, di riffa o di raffa (vedi penalizzazione del Santarcangelo e soprattutto i playoff allargati), l’obiettivo di partecipare al post season è stato raggiunto. Però… Stefano Rosso è a New York ma è sempre molto presente: «Si, sulla carta i traguardi prefissati sono stati centrati, il fatto è che vista la squadra, le potenzialità che abbiamo espresso, specie nella prima parte di torneo, ci saremmo aspettati di più. Di fatto siamo mancati nel salto di qualità e nella continuità. Quest'anno eravamo partiti con l’intento di crescere in tema di mentalità vincente, inizio migliore non si poteva sperare poi ci siamo inabissati da soli. Ci servirà di lezione. Emblematica la partita di Pordenone ai playoff. Il Bassano ha fatto il compitino, loro avevano più fame ed erano molto più organizzati. Se non c'è fame e mentalità è tremendamente difficile arrivare in fondo. Non nascondiamo poi che nel corso dell’annata ci sono stati anche altri problemi. Dagli infortuni, a qualche errore delle guide tecniche, i giocatori che hanno reso non sempre al massimo delle loro possibilità. Noi stessi abbiamo creato dello scompiglio e favorito qualche polemica quando abbiamo pensato d’intervenire per portare una scossa. Ripeto tutto ciò ci servirà di lezione. Bertotto? A breve ci incontreremo».

Squadra più forte. Il presidente è pronto a rilanciare, stavolta addirittura in grande stile: «Abbiamo già iniziato a parlare tra soci e con il direttore generale. Il prossimo anno siamo intenzionati ad alzare l’asticella. Che non significa costruire una formazione carroarmato stile Venezia ma una squadra sicuramente più forte. Vogliamo essere più completi, aggiungere esperienza e malizia. Quest’anno in campo i ragazzi hanno messo tanto cuore e gamba ma può non bastare. Vogliamo migliore sempre, non solo in campo, e faremo il possibile per riuscirci». Ance perché il prossimo sarà l’anno del derby e qualcosa vorrà pur dire: «Non auguro del male a nessuno ma dubito che possano ripescare il Vicenza anche quest’anno. E non voglio nemmeno pensare che possano inserirci in gironi diversi. Sarà dunque il primo, storico, interessante, divertente e pimpante confronto in campionato con i vicentini. In gare ufficiali finora abbiamo giocato solo in Coppa Italia e per il momento siamo avanti noi (ride ndr)».

Ambizioni più alte. Collegato al rilancio giallorosso c’è un incremento nel numero dei soci, degli sponsor e pure nel trend positivo riguardante il pubblico: «Vi assicuro che non mi sarei messo in gioco con questo entusiasmo in prima persona su temi così rilevanti come lo stadio e il nuovo centro sportivo senza il gruppo solido di persone unite che si è creato per guidare il BV. Il progetto partito pochi anni fa di allargare la base degli investitori è stato un successo perché il lavoro sinergico che ne è nato è assolutamente proficuo. Noi come Diesel ci siamo e ci saremo ma il coinvolgere più bassanesi possibile, ognuno con le sue possibilità non solo economiche, è motivo d’orgoglio e di rinnovata energia. Il prossimo step per far progredire la società giallorossa in un percorso di lunga gittata è dotarla di adeguate strutture. Dobbiamo inoltre considerare gli obblighi normativi sugli impianti sportivi. L’analisi di pre-fattibilità sullo Stadium è ormai pronta e presto conosceremo l’esito. Ho letto di alcune iniziative ed interviste di protesta riguardanti il possibile abbattimento del velodromo. Quello che ci tengo a dire è che ci sono fondi per riqualificare gli impianti sportivi. Avviare un certo processo significa investire nel futuro, immettere soldi nel territorio, strutturare il Bassano in modo da garantirgli risorse e solidità nel tempo. Teniamo presente che partiamo da una situazione in cui sia lo stadio che la pista sono obsoleti o la situazione peggiora rapidamente. Non è una questione di conflitto calcio-ciclismo, non esiste. Invito piuttosto le associazioni ciclistiche a ragionare in prospettiva, a mettere in moto un progetto che garantisca davvero un futuro alle due ruote. Lo status quo farebbe morire entrambi gli sport».

L’applauso. Rosso in chiusura spende due parole su alcuni tra i giocatori che più gli sono piaciuti durante la stagione: «Da Minesso a Fabbro, passando per Grandolfo e Bianchi. In molti si sono espressi bene per lunghi periodi. Un giocatore emblematico è Gashi che pur essendo molto giovane ha dimostrato che le motivazioni fanno la differenza. Spendo però due parole in più sul capitano, Nicola Bizzotto. Tra noi si è creato un po’ di trambusto a causa di quella scelta discutibile di toglierli la fascia prima di restituirgliela. Lui ci ha sempre messo l’ha faccia, ha sofferto, e forse questa esperienza l’ha pure fortificato e migliorato ed è quello che spesso capita quando un uomo è costretto suo malgrado ad attraversare situazioni ingiuste. Ho davvero trovato una persona migliore. Tra l’altro un elemento che ci è mancato da morire a Pordenone, non tanto tecnicamente ma per il carisma che avrebbe trasmesso ai compagni. Non ho invece un buon ricordo di Falzerano e Cenetti mentre da Proietti mi sarei aspettato qualcosa in più». In chiusura un ringraziamento: «A tutti i tifosi che hanno gioito ma anche sofferto con noi, dai tifosi storici al Gruppo Grappa che ha seguito con calore e attaccamento vero la squadra sia in casa che in trasferta».
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