Marco Polo
bassanonet.it
Pubblicato il 16-05-2017 19:54
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Sguardo al futuro

The day after tomorrow è arrivato e consente un’analisi a tutto tondo che parte, purtroppo, dall’eliminazione dei giallorossi dalla lotteria dei playoff. Aperta ufficialmente la caccia al nuovo allenatore

Sguardo al futuro

(foto Claudia Casarotto)

Al Bottecchia il Bassano non è stato fortunato, che è diverso dall’essere sfortunati. La traversa di Grandolfo dopo pochi minuti, continua la maledizione legni ai playoff, avrebbe indirizzato diversamente la contesa, quantomeno rendendola vibrante, aperta, scoppiettante. Invece a fare centro è stato Stefani, su punizione, sul palo del portiere. È brutto, bruttissimo, dover gettare la croce addosso ad un bravo ragazzo ma, santo cielo, il difensore di Grigno poteva calciare solo in quel modo, di potenza, in quello di spicchio di porta non protetto dalla barriera! Già il PN era entrato meglio in campo, in totale controllo della sfera, tanto che sembravano i neroverdi quelli che dovevano restituire il 6 a 0 di qualche mese prima. Due parole le spendiamo anche sul quel brutto ko: rispetto alla gara di domenica quel Bassano crollato in inferiorità numerica era nettamente più scarso dell’attuale (out Proietti, Bianchi, Grandolfo e con un Trainotti lontano parente dell’attuale), i neroverdi ben più forti con Berrettoni e Burrai. Punto secondo, l’eliminazione si è consumata senza un cambio di ritmo, senza una sferzata di energia ma con un’indescrivibile sensazione di tristezza. Conteggiando la giusta tara rispetto ad un ottimo avversario, come si fa a vedere il bicchiere mezzo pieno? In ogni caso si è qualificata la compagine che ha dimostrato nella seconda parte di campionato di essere migliore.

Troppi infortuni. A minare dalle fondamenta una stagione iniziata con i migliori auspici (chi s’immaginava che rivoluzionando la squadra sarebbero arrivati subito risultati strepitosi, un nuovo primato in classifica, così alti picchi di gran calcio?) sono arrivati troppi infortuni. Lo staff di riferimento (atletico e medico) è lo stesso che ha fatto correre i giallorossi come dannati negli ultimi tre anni quindi nei loro confronti bisogna solo togliersi il cappello. Probabilmente ci sono delle annate balorde e i giallorossi sono incappati in una di queste. A ranghi completi molto probabilmente Luca D’Angelo avrebbe affiancato i mitologici Petrone e Asta nel gotha dei tecnici del Soccer Team. L’assenza del prossimo equilibratore del Pescara, Mattia Proietti, è pesata come un macigno perché non c’è stato manco un sostituto sano all’altezza. Senza equilibrio si è spezzato il BV, la difesa senza protezione si è messa ad imbarcare acqua, la nave si è incagliata. In tali condizioni l’unica cosa da fare era salvare in attesa dei rientri. La rotta non è stata per nulla invertita tanto che al netto delle penalizzazioni i giallorossi, nove sconfitte nel girone di ritorno, avrebbero chiuso all’undicesimo posto.

Il prossimo futuro. Eppure ora come ora sarebbe da pirla, e Werner Seeber non lo è affatto, pensare ad una rivoluzione copernicana della rosa. Se il Bassano da agosto a novembre, al completo, è stato uno spettacolo (primo in classifica per cinque giornate, miglior attacco del campionato per oltre metà stagione) allora significa che i valor per far bene c’erano. La gran parte della rosa va confermata e vanno risolte brillantemente due grane clamorose: sostituire Proietti e trovare un portiere veramente affidabile. Che potrebbe anche essere Rossi pronto a giocarsi la maglia con un Grandi, per citare un ex non troppo lontano. Il rientro di Stevanin al fianco di capitan Bizzotto, Pasini, Trainotti e Formiconi sarebbe balsamico. Laurenti può ricoprire tutti i ruoli di centrocampo, i già citati Minesso, Candido, Gashi, Grandolfo, Fabbro, Maistrello, Tronco affidati alle mani di un abile nocchiero costituirebbero un reparto di tutto rispetto. Oltre che a garantire un calcio di qualità e divertente, da sempre marchio di fabbrica del Soccer Team. Si pensi, addirittura, che quest’anno prima dell’affermarsi di Candido è mancato del tutto quello che era il 10 designato a orchestrare il reparto offensivo, nelle idee estive Rantier. In definitiva, oltre alle già menzionate «grane» la vera scelta decisiva starà nell’individuare l’allenatore giusto (Bertotto al 100% non verrà confermato) per una rosa dalle caratteristiche già delineate. Piace Luciano Foschi quest'anno guida tecnica del Renate.
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