L’Egitto preferisce l’India alla nuova alleanza di sicurezza del Patto della Mecca
Nuova Delhi pesa sulle scelte strategiche del Cairo
Dal punto di vista indiano, l'Egitto riveste un immenso valore strategico in quanto porta d'accesso fondamentale al Nord Africa, al Medio Oriente e all'intero continente africano. L'India riconosce il ruolo cruciale dell'Egitto per la stabilità regionale e il suo crescente potenziale economico. Nel giugno 2023, i due Paesi hanno elevato i legami bilaterali al livello di "Partenariato Strategico".
Attualmente, l’Egitto punta ad approfondire la cooperazione industriale con l’India, attirando un crescente numero di produttori e sviluppatori industriali indiani a investire nel Paese. I due Paesi sono interessati ad ampliare la cooperazione industriale bilaterale e a esplorare opportunità di investimento in settori prioritari, tra cui le energie rinnovabili, l’industria alimentare, la produzione automobilistica, il settore farmaceutico e l’elettronica.
In quanto membri chiave dei BRICS+ entrambe le nazioni sostengono un ordine globale multipolare, guidato da coalizioni flessibili e basate su tematiche specifiche, piuttosto che da rigidi blocchi militari ideologici.
Le Forze Armate indiane ed egiziane conducono regolarmente esercitazioni congiunte di alto livello, tra cui l'esercitazione Cyclone, dedicata alle forze speciali, e "Bright Star” nelle edizioni del 2023 e del 2025, oltre a operazioni congiunte navali e aeree nel Mar Rosso e nel Mediterraneo.
Il Cairo ha avviato negoziati avanzati per l'acquisto di equipaggiamento militare di fabbricazione indiana, tra cui il velivolo da combattimento leggero (LCA) Tejas, i missili da crociera supersonici BrahMos e sistemi radar di sorveglianza di produzione nazionale.
L’Egitto possiede una delle forze armate più grandi e uno degli arsenali più importanti del Medio Oriente e del Nord Africa. Dispone della forza militare più potente del continente africano, con oltre 440.000 effettivi e centinaia di carri armati e aerei moderni acquisiti grazie agli aiuti militari statunitensi. Controlla inoltre il Canale di Suez, un'arteria marittima vitale che collega l'Europa all'Asia.
Nel frattempo, il 7 agosto scorso, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif si sono riuniti nella città santa della Mecca per firmare formalmente l'Accordo di Difesa Congiunta della Mecca.
Ispirato concettualmente al quadro di sicurezza collettiva della NATO, in particolare all’articolo 5, l'accordo stabilisce, tra i suoi principi fondamentali, che un attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Stati firmatari debba essere considerato un attacco contro tutti e tre, richiedendo una risposta coordinata e collettiva.
Fonti stampa riportano che, successivamente, sarebbe stato chiesto anche all’Egitto di partecipare all’alleanza difensiva tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan.
Il Cairo, tuttavia, per il momento ha scelto di non aderire al “blocco politico di matrice saudita” a causa delle preoccupazioni che tale scelta possa limitare la sua capacità di manovra tra le diverse relazioni regionali. Un patto militare che includa il Pakistan metterebbe a dura prova i rapporti con Nuova Delhi.
Le relazioni con l’India, di grande importanza strategica, rappresentano proprio uno dei principali ostacoli che impedirebbero all'Egitto di allinearsi al Patto della Mecca. La struttura dell’alleanza pone un dilemma insormontabile per la politica estera egiziana a causa dell'inclusione del Pakistan. La dottrina militare e la strategia di sicurezza di Islamabad rimangono in gran parte ancorate alla sua duratura rivalità con Nuova Delhi.
Una crisi militare tra India e Pakistan potrebbe teoricamente obbligare i firmatari del trattato a fornire assistenza militare, logistica, di intelligence o economica a Islamabad.
Alcune fonti al Cairo hanno sottolineato che l'Egitto non può permettersi di sacrificare la sua consolidata amicizia strategica con l’India, la cooperazione in materia di difesa e gli scambi commerciali con Nuova Delhi – la nazione più popolosa del mondo e uno dei principali motori della crescita globale – per aderire a un patto di sicurezza che offrirebbe al Cairo vantaggi minimi in termini di difesa.
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