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Pubblicato il 06-03-2020 10:25
in Sarabanda | Visto 2.712 volte

Virus d'altri tempi

Non per apparire ma per essere, sempre.

Virus d'altri tempi
“Gazzetta”, termine che iniziò a girare per le calli di Venezia intorno al 1550, da gazeta, una moneta di poco valore d'argento. Un foglio ufficiale utile ai commercianti per essere aggiornati sull'andamento della Società. Un foglio informativo, una sorta di primo giornale d'altri tempi.
I primi “giornalisti” li possiamo identificare un po' prima, con i monaci e i cronisti che tenevano banco sulle notizie del tempo. In queste settimane, abbiamo dato prova di non riuscire a fermarci e a ragionare, prendere coscienza, “perdere tempo” per informarci davvero. E noi giornalisti, (anche se mi dissocio da questo genere di informazione fatta per le Prime Pagine) ci siamo dimenticati di quanto la parola scritta è ancora potente, e se usata male, crea danni che ahimè, scopriremo nei prossimi mesi. Il giornalista ci deve mettere competenza, parole e la faccia, e lo dico io, Sara Zanotto, dall'alto dei miei 28 anni, collezionando molte esperienze, come quella nell'Esercito, che ha dato alla mia forma mentis, un'inclinazione diversa.
Ma in una società così liquida, chiunque si improvvisa e diventa quotidianamente una figura professionale diversa, adeguandosi alle notizie del giorno. Grandi architetti, ingegneri, medici, scienziati, psicologi, ambientalisti.. insomma ultimamente la moda è svegliarsi la mattina e decidere chi essere. Vista così, potrebbe anche sembrare una cosa meravigliosa, ma ci dimentichiamo l'importanza di essere competenti in materia. Essere, studiare, diventare. Perché a poca competenza sta poca informazione e tanta confusione, quella di questi giorni.
Ho visto negli occhi dei più anziani, che la Guerra l'hanno sentita e la conservano sotto pelle, un terrore senza voce. Corse ai supermercati, mascherine, discriminazioni,.. Se nei momenti di grande difficoltà riusciamo a dare il meglio di noi, riusciamo a dare prova anche del peggio.
Ma è davvero il virus il problema? O l'unico? Oppure l'ambiente, la Siria, le discriminazioni, i giovani, gli anziani, le Guerre che rimbalzano da ogni parte del mondo? E sono un'infinitesima parte.. C'è ancora da imparare, molto. Mi hanno insegnato di lasciare un luogo come l'ho trovato oppure migliore, e la mia paura più grande è quella di non riuscire a mantenere l'insegnamento.
Tutte queste acrobazie semantiche per dire che credo infinitamente nell'uomo, nelle sue immense capacità, nel suo sapersi adattare ai cambiamenti, nella sua umanità e gentilezza. Perché di uomini così cerco di circondarmi, non sono figure mitologiche. Esistono, cercateli, custoditeli, buona caccia al tesoro! Ma sarà necessario che tutti facciano la propria parte, ammonendo il vicino che getta la sigaretta a terra. Si parte dal basso, dalle radici, per raggiungere grandi risultati.
Non è il Coronavirus che ci ucciderà ma l'ignoranza(ignorare). Siamo informati su tutto, troppo ma non sappiamo di nulla.
Siamo tutti qui per fortuna, caso o per volere di Chi volete, per Amore. Un biglietto di sola andata che abbiamo ricevuto, gratis. Il ritorno, ci è sconosciuto. Nel mezzo ci sono tantissime cose belle da fare, per esempio dare al Mondo il nostro contributo per renderlo una meta straordinaria.
Diffidate dai promotori dell'infelicità, abbiate cura di splendere.
Siate cacciatori, sentinelle attente, esempi di piccole conquiste quotidiane.

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