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Laura Vicenzi

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Concorsi

Un libro “bassanese” è finalista al premio Ada Negri

La prima raccolta poetica di Sonia Rossi è stata inserita tra le opere finaliste alla nona edizione del concorso “Sulle orme di Ada Negri”

Pubblicato il 14 set 2012
Visto 4.762 volte

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Sonia Rossi, docente al liceo G. B. Brocchi di Bassano, con la raccolta di poesia Chalo! è nella rosa dei finalisti della sezione poesia edita del premio internazionale “Sulle orme di Ada Negri” un concorso che ha avuto quale presidente di giuria il senatore a vita e poeta Mario Luzi ed è ora presieduto da Cristina Mondadori, figlia del noto editore. In giuria Giuseppe Cremascoli, Enzo Fabiani, Guido Oldani, Ferruccio Pallavera, Alessandro Quasimodo, mentre a coordinare il premio è la presidente dell’associazione "Poesia, La vita" Laura De Mattè Premoli. La cerimonia di premiazione è fissata per sabato 29 settembre all’ex Convento di S. Chiara Nuova a Lodi. Il premio, giunto alla nona edizione, annovera nell'albo d'oro anche la poetessa Maura Del Serra. Il concorso, «nato per coniugare poesia, musica, arte e solidarietà», contribuisce al sostegno del centro d’incontro per giovani disabili monsignor Virginio Andena.
“È stata davvero una sorpresa inaspettata questa notizia – ha affermato l’autrice di “Chalo! (traducibile con: andiamo!) pubblicazione edita da Lietocolle, - anche perché sono una esordiente. Quella che rappresento in questa mia prima raccolta è una storia come tante, fatta di attese, di abbracci, di rabbia, di domande senza risposte. È la storia di ognuno di noi, abbandonato su questa terra da chi ci creò. È la storia del distacco, delle ferite da taglio che ci portiamo dentro, dei perché-macigno che sulle spalle ci piegano verso terra e della volontà di alzare la testa verso il cielo per inebriarci di un canto alla vita. In queste pagine sono contenute le attese e le metamorfosi della vita, delle quali spesso siamo inconsapevoli protagonisti, un miracolo che comprendiamo appieno se rinunciamo, in modo folle, a ciò che siamo per accettare fiduciosi ciò che possiamo diventare. Questa mia prima raccolta è dedicata alle mie figlie, due bimbe indiane che grazie al loro coraggio e alla loro forza sono riuscite a sopravvivere malgrado la violenza degli uomini per giungere tra le braccia mie e di mio marito, ma è anche un inno alla maternità nelle sue varie forme, un invito ad accogliere la vita affinché si compia di nuovo il miracolo della creazione nel breve spazio che è assegnato a ognuno di noi”.

Sonia Rossi

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