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Caos bus, la civica "è il Momento" contro la giunta: «Basta alibi, la responsabilità è del Tpl»
Famiglie e ragazzi esasperati dopo un mese di lezioni. Dietro i disservizi alle fermate si consuma lo scontro politico sulle responsabilità tra istituti scolastici ed enti gestori del servizio
Quel punto ha un volto semplice: quello di uno studente che, in mezzo a una fermata gremita di coetanei, vede arrivare un autobus preso d'assalto, dove bisogna sgomitare e spintonarsi per riuscire a salire, mentre molti altri rimangono inevitabilmente a terra.
La lista civica è IL MOMENTO.
Perché mentre gli adulti discutono di logistica e responsabilità, per un ragazzo il problema si riduce a un interrogativo quotidiano: come torno a casa?»
La lista civica è IL MOMENTO interviene sulla difficile ripartenza del nuovo anno scolastico parlando di una situazione che, a un mese dall'inizio delle lezioni, continua a presentare «autobus sovraffollati, studenti lasciati a terra e corse con orari non funzionali», con proteste quotidiane da parte di famiglie e studenti.
La critica è rivolta soprattutto a quello che il gruppo considera un tentativo di scaricare sulle scuole la responsabilità delle difficoltà del servizio.
«Basta alibi e basta scaricabarile contro gli istituti scolastici», afferma la lista. E sostengono che nel dibattito di questi giorni si stia «ribaltando» la responsabilità, «scaricando sul mondo della scuola il peso di un sistema che scricchiola».
Poi c'è la settimana corta. La scelta delle scuole «non è uno sfizio», ma è arrivata «a seguito di una richiesta esplicita avanzata dal trasporto pubblico e dalle aziende di categoria» per far fronte alle proprie difficoltà logistiche. Perché, sostiene il gruppo, non è sufficiente appellarsi al fatto che «gli orari preannunciati a luglio fossero diversi» o imputare le difficoltà agli orari provvisori degli istituti.
La responsabilità gestionale, secondo la posizione espressa, deve andare oltre la semplice verifica delle comunicazioni ricevute.
Serve «un contatto diretto e costante», afferma il gruppo, «alzando il telefono e dialogando istituto per istituto per coordinare, verificare e blindare il servizio pubblico».
È un'immagine molto concreta: non soltanto controllare gli orari sulla carta, ma parlare con le scuole, coordinarsi con gli istituti e verificare che il servizio previsto sia in grado di rispondere alle esigenze reali.
Perché nel frattempo, fuori dalle carte e dagli uffici, ci sono ragazzi che aspettano.
È qui che la discussione sulle responsabilità amministrative incontra la vita quotidiana degli studenti.
Secondo la lista, le scuole avevano già fatto la loro parte, venendo incontro alle difficoltà dell'azienda con l'introduzione della settimana corta.
Per questo pretendere ora che gli istituti «si adeguino passivamente» mentre i disservizi esplodono dimostrerebbe «una grave carenza di visione e di responsabilità operativa».
Il ragionamento arriva così a un punto preciso: «Le emergenze prevedibili, come giustamente evidenziato dal dibattito politico, vanno affrontate prima e non a posteriori».
E soprattutto non si può chiedere agli studenti e agli istituti di farsi carico dei problemi strutturali del servizio. «Non si può pretendere che gli studenti e gli istituti si sobbarchino i disagi strutturali di un servizio che pecca drammaticamente nella programmazione e nel dialogo».
La richiesta finale è altrettanto concreta: «risposte immediate, stabilità negli orari e un coordinamento reale», mettendo al centro «il servizio pubblico che i cittadini pagano e la sicurezza dei ragazzi» e ponendo fine alla «ricerca di comodi capri espiatori».
La discussione, dunque, non riguarda soltanto un autobus troppo pieno. Riguarda un servizio dal quale dipende ogni giorno la possibilità, per uno studente, di tornare a casa.
Alla fine, oltre il confronto sulle responsabilità, rimane una domanda molto semplice.
Quella di un ragazzo davanti a un autobus già pieno: «Adesso come torno a casa?»