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ATTUALITÀ

Ex Polo Santa Chiara, il Comune riapre la partita: c'è tempo fino al 3 novembre per le idee dei privati

L'indagine esplorativa dell'amministrazione punta a raccogliere manifestazioni d'interesse da parte di operatori e privati. Sul tavolo ipotesi che vanno dal commerciale all'alberghiero per recuperare l'area

Pubblicato il 1 ott 2026 · Visto 15.024 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Otto anni di cantiere fermo in viale delle Fosse e un passato urbanistico costellato da progetti mai decollati, dal mai nato Polo Museale al Genius Center.
Ora l'ex caserma Cimberle-Ferrari torna al centro delle strategie comunali con un'indagine esplorativa non vincolante, voluta dall'amministrazione per raccogliere idee e proposte da parte di investitori, costruttori, tecnici, associazioni ed enti pubblici.

Ex santa chiara, il comune cerca proposte per il rilancio.


L'obiettivo dichiarato è sondare concretamente il mercato per individuare nuove funzioni e destinazioni d'uso — che spaziano dal settore commerciale e retail a quello alberghiero — capaci di valorizzare un immobile di pregio e di riportare flussi di persone e vitalità nel cuore del centro storico. La procedura ha carattere puramente ricognitivo e non costituisce né una gara d'appalto né una decisione definitiva.
Il sindaco Nicola Finco inserisce l’iniziativa tra gli obiettivi dell’Amministrazione: «La valorizzazione del patrimonio pubblico rappresenta uno degli obiettivi di questa Amministrazione – esordisce il primo cittadino –. La nostra città dispone di immobili e luoghi di grande valore, come l’ex polo Santa Chiara, che possono tornare a essere protagonisti attraverso nuove progettualità e nuove opportunità. La volontà dell’Amministrazione è quella di esplorare e valutare tutte le strade possibili per restituire vita, funzione e prospettive a questi spazi, mettendoli nuovamente al servizio della città e della comunità».
Gli interessati dovranno far pervenire le proprie manifestazioni d'interesse entro il termine perentorio del 3 novembre 2026, trasmettendo una sintetica relazione esplicativa tramite la PEC del Comune oppure concordando un colloquio conoscitivo diretto con il Servizio Patrimonio. Scaduti i termini, l'amministrazione valuterà l'ammissibilità delle proposte in collaborazione con gli altri enti coinvolti — i cui nomi non vengono tuttavia specificati nel documento —, aprendo così la strada a eventuali e futuri percorsi di recupero dell'area.