Versione pronta per la stampa o per salvare in PDF dal browser.

Torna all'articolo

Notizie · www.bassanonet.it

ATTUALITÀ

Capitale italiana della Cultura 2029, la sfida veneta: Bardolino porta il Garda, Bassano l’intelligenza umana

Due candidature venete, due visioni: il Garda punta su acqua, tre sponde e una rete di Comuni; Bassano su persone, giovani e innovazione

Pubblicato il 29 set 2026 · Visto 16.806 volte

Massimiliano Cavallo · Contributor

La corsa alla Capitale italiana della Cultura 2029 mette il Veneto davanti a una sfida particolare. Tra le 17 candidature arrivate al Ministero della Cultura ci sono infatti Bardolino e Bassano del Grappa: due territori diversi, due identità e soprattutto due modi differenti di raccontare il futuro. Il dossier di Bardolino è stato depositato il 23 settembre. Il Comune veronese è capofila di un progetto che va ben oltre i confini municipali e regionali: coinvolge le tre sponde del Lago di Garda, tra Veneto, Lombardia e Trentino, con 37 Comuni e oltre 160 soggetti tra istituzioni, associazioni, imprese e realtà culturali.
Il punto di partenza è l’acqua. Non semplicemente il paesaggio del lago, ma ciò che nei secoli è nato attorno ad esso: mestieri, architetture, commerci, tradizioni, relazioni e forme di vita condivise.

Bardolino punta alla candidatura unendo le tre sponde del Lago di Garda attorno al tema dell'acqua e all'idea di un patrimonio culturale diffuso e senza confini.

È il filo che dovrebbe tenere insieme una candidatura costruita oltre i confini amministrativi. La direzione del progetto è affidata all’architetto Daniela Cavallo, mentre Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli Italiani e direttore generale di GardaMusei, accompagna il percorso come ambasciatore.
Il 18 settembre, a Bardolino, il progetto ha avuto uno dei suoi momenti simbolici con l’incontro “Tre sponde, un’unica identità culturale. Un lago cuore del mondo”. In quella occasione è stato sottoscritto il Patto per il Lago di Garda, con adesioni provenienti da amministratori, associazioni, rappresentanti del mondo economico e cittadini. L’obiettivo è rafforzare l’idea del Garda come patrimonio comune, al di là dei confini che dividono le sue rive.
Il progetto guarda anche al futuro con “Bardolino 2029 – Laboratorio per visionari”, costruito attorno a tre figure: il Manager, chiamato a leggere il presente; l’Imprenditore, che interpreta trasformazioni, innovazione e nuove economie; il Visionario, che prova a immaginare le comunità di domani.
Da questa impostazione nasce anche il “Museo dei Futuri Possibili”, pensato come un archivio dinamico alimentato dalle idee e dalle riflessioni delle persone. Il pubblico, nella visione del progetto, non è soltanto destinatario delle iniziative, ma parte della costruzione dei contenuti.
Dall’altra parte c’è Bassano del Grappa, che parte da una domanda diversa: che cosa significa mettere la persona al centro in un’epoca nella quale l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di lavorare, comunicare e vivere?
La risposta è nel concept scelto per il dossier: “La cultura ha un’intelligenza umana”.
Il significato non è una contrapposizione tra uomo e tecnologia. Il punto è un altro: in un mondo nel quale le possibilità offerte dalla tecnologia aumentano rapidamente, sono le persone a dover mantenere la capacità di immaginare, interrogarsi e scegliere la direzione del cambiamento.
La candidatura bassanese coinvolge quasi 200 realtà ed è sostenuta da oltre 40 Comuni della Pedemontana veneta e da 28 soggetti riuniti nel Comitato promotore. Il programma è concepito su un arco di mille giorni, dall’aprile 2027 alla fine del 2029. Il progetto bassanese si muove lungo quattro direttrici: le nuove generazioni, la cultura delle immagini, il rapporto tra memoria, paesaggio e identità e la tradizione manifatturiera riletta in chiave di innovazione.
Temi diversi, ma legati dalla stessa idea: usare la storia e le competenze del territorio non come patrimonio da conservare, ma come strumenti per costruire il futuro.
In questa prospettiva rientrano anche il TAG – Tavolo Agenda Giovani, la rigenerazione di Palazzo Bonaguro e il Ponte Vecchio, pensato non soltanto come simbolo della città, ma come luogo di incontro e relazione.
Ora i dossier sono depositati. La prossima tappa sarà la selezione delle dieci finaliste da parte della giuria ministeriale, prevista entro il 16 dicembre. Le finaliste saranno poi chiamate alle audizioni pubbliche, prima della scelta definitiva nel 2027.
Dietro i dossier ci sono mesi di lavoro, risorse investite, relazioni costruite e progetti avviati.
Chi vincerà avrà il titolo e una vetrina nazionale; chi resterà fuori dovrà dimostrare che quanto costruito per arrivare fin qui avrà lasciato qualcosa di concreto sul territorio.
La gara finirà a Roma. Il conto vero, invece, arriverà dopo sperando che non sia salato.