È aperta e sarà visitabile fino alla fine di ottobre, nei locali dell’ex Birreria Ottocento in città, GenerAzioni, mostra che riunisce circa un centinaio di opere di Claudio Brunello, Davide Rankore, Maddalena Brunello e Alberto “Memo” Vanzo.
Inaugurata il 18 settembre, l’esposizione mette a confronto quattro artisti appartenenti a tre generazioni e contraddistinti da una certa “aria di famiglia”: Brunello è il padre di Maddalena, Memo il compagno di lei, Rankore il nipote. La mostra riporta Brunello in un luogo che appartiene anche alla sua storia artistica e culturale, oltre che imprenditoriale. L’Ottocento è stato per molti anni uno spazio di socialità, dove migliaia di persone si sono incontrate, hanno ascoltato musica, trascorso serate, ed è nelle sue sale che Claudio Brunello aveva dato vita a “Pagina Piegata”, lo spazio dedicato all’arte contemporanea che ha ospitato anche Bassanonet attraverso il quale, nel corso degli anni, ha portato a Bassano numerosi artisti e occasioni di confronto.
Notizie · www.bassanonet.it
MOSTRE
Distanze e fusione, in GenerAzioni
All'ex Birreria Ottocento, fino al 31 ottobre sarà visitabile la collettiva con un centinaio di opere di Claudio Brunello, Davide Rankore, Maddalena Brunello e Alberto “Memo” Vanzo
Nei locali dell'ex Birreria Ottocento, sguardi sulla mostra e i suoi protagonisti
Il percorso espositivo si snoda nei diversi ambienti organizzato in un cammino di quelli che svelano i meandri di casa, e presenta anche raggruppamenti di opere. Il titolo dato alla mostra suggerisce immediatamente una lettura anagrafica: Brunello rappresenta la generazione dei boomer, Rankore quella X, Maddalena Brunello e Memo quella dei millennial. Ma la scansione generazionale è solo il punto di partenza, le differenze fra i quattro percorsi sono infatti sufficientemente marcate da rendere il confronto più interessante della semplice appartenenza a una stessa famiglia: l’ottica del legame costituisce il presupposto di GenerAzioni, ma senza accenti su ipotetiche gerarchie, con momenti di distanza e inattesi avvicinamenti, e sullo sfondo si muove una riflessione che parla il linguaggio dell’arte sul tema dell’umano.
Claudio Brunello ha in mostra opere dell’ultimo decennio che sono esito di una ricerca sviluppata nell’arco di oltre cinquant’anni. Quella in cui si muove è una dimensione libera e informale, concentrata sul gesto e sulla materia. Pietra, legno, sabbia, tessuto, carta, ferro, plastica e materiali residuali entrano nel suo lavoro per diventare elementi di composizioni e installazioni. Alla produzione artistica ha affiancato negli anni una costante attività di promozione e divulgazione, “Pagina Piegata” è stata una delle espressioni più significative di questo lavoro, così come le numerose mostre curate nel territorio, il progetto editoriale e divulgativo dedicato all’arte contemporanea e negli ultimi anni il suo prezioso apporto alle iniziative di Dif.Fusione.
Nelle sue opere, l’impatto con la materia rimane preponderante, quasi sempre prevalgono il bianco o nero, ma l’umano col suo pensare e agire entra continuamente nelle composizioni, rappresentato da piccole figure costruite con “soldatini”, presenze minute che possono essere lette come una moltitudine — la serialità trasforma il singolo individuo in una componente di un sistema più grande. Accanto a questo percorso si nota quello modulare costruito in contenitori trasparenti: scatole e strutture trasparenti rese quasi ipermateriche nelle quali compaiono parole, segni e simboli. Due esiti differenti, entrambi riconducibili a una ricerca nella quale l’opera entra in relazione diretta col suo “lettore”.
Di Rankore sono presenti opere che parlano del corpo nella sua deformazione e connotazione espressiva, collocato in un’ottica di inquietudine e di instabilità. L’artista arriva da un percorso nel quale figurazione, graffitismo, lettering, cultura musicale e immaginario oscuro si sono progressivamente incontrati. Il suo lavoro è concentrato su un repertorio nel quale compaiono horror, macabro e alterazione anatomica. Parallelamente ha sviluppato una significativa attività nell’ambito dell’immaginario musicale, realizzando immagini e copertine per gruppi della scena metal internazionale.
Si tratta di uno dei versanti più esplicitamente figurativi della mostra, che lo avvicina alle opere di “Memo”, nelle quali i corpi appaiono innaturali nelle posture e nella morfologia, lontani modelli estetici dominati dall’idea di giovinezza e dall’omologazione. Le figure spesso vengono private di elementi fondamentali del volto e dell’identità. I suoi lavori sono comparsi negli ultimi anni in diverse esposizioni dedicate all’arte contemporanea a cura di Dif.Fusione.
Il corpo ritorna, con tutt’altra intonazione, in alcuni lavori di Maddalena Brunello. La sua ricerca, che si colloca su un versante più vicino, per materiali e procedimenti, alla ricerca del padre, comprende incisione, tessuti e materiali differenti, spesso recuperati dalla dimensione personale e familiare. Il rapporto fra memoria e materia costituisce quindi una componente importante del suo percorso, che si potrebbe sentire legato all’idea del cucire e del ricucire. Il cambiamento fisico e la trasformazione che accompagna il corpo femminile nella maternità, ad esempio, diventano materia di rappresentazione, con accenti che in alcuni lavori assumono una dimensione drammatica.
A corollario dell’esposizione, visitabile sabato e domenica mattina, o su prenotazione, è stato allestito un programma con alcuni appuntamenti a tema.
Per informazioni: http://18.bassano@gmail.com.