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POLITICA
Il Tribunale che ridisegna il Vicentino
Con un emendamento alla Camera, Erik Pretto chiede che 18 Comuni dell’Alto Vicentino restino con il Tribunale di Vicenza. La mossa riaccende la discussione sul perimetro del nuovo Tribunale di Bassano, attualmente al vaglio parlamentare
Alla Camera è stato presentato un emendamento al disegno di legge sulla riforma delle circoscrizioni giudiziarie che propone di escludere 18 Comuni dell’Alto Vicentino dal futuro circondario del Tribunale di Bassano del Grappa. Se la modifica venisse approvata, quei Comuni resterebbero sotto la competenza del Tribunale di Vicenza.
Il deputato vicentino e componente della Commissione Giustizia Erik Pretto.
A firmare la proposta è Erik Pretto, deputato vicentino e componente della Commissione Giustizia, oggi in Forza Italia. Nell’elenco figurano Thiene, Breganze, Bressanvido, Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Cogollo del Cengio, Fara Vicentino, Lugo di Vicenza, Montecchio Precalcino, Pozzoleone, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo, Valdastico, Zanè e Zugliano.
È una porzione consistente dell’Alto Vicentino. E soprattutto è la parte di territorio che, secondo il testo originario del disegno di legge governativo, dovrebbe invece entrare nella nuova circoscrizione giudiziaria bassanese.
La proposta nasce dalle richieste arrivate negli ultimi mesi da diversi amministratori dell’Alto Vicentino, contrari al trasferimento della competenza giudiziaria verso Bassano. La loro posizione è fondata sull’idea di un territorio che considera Thiene e i Comuni circostanti un comprensorio omogeneo, già fortemente integrato sul piano economico, sociale e dei collegamenti, e che dovrebbe quindi continuare a fare riferimento a Vicenza anche per la giustizia.
Pretto ha raccolto questa richiesta e l’ha trasformata in un emendamento al disegno di legge. La motivazione indicata dal parlamentare è quella di evitare una divisione giudiziaria dell’Alto Vicentino e di mantenerne l’unità territoriale.
Ma per Bassano la questione va oltre la semplice modifica di un elenco di Comuni.
La dimensione del circondario sarà infatti uno degli elementi destinati a definire il peso del nuovo Tribunale. Ogni Comune che entra o esce dalla sua competenza modifica il bacino territoriale al quale la struttura sarà chiamata a garantire servizi e amministrazione della giustizia.
È anche per questo che il passaggio parlamentare assume un valore particolare per la città. Dopo anni di discussioni, il progetto del Tribunale della Pedemontana è oggi inserito in un disegno di legge governativo e si avvia verso l’esame delle modifiche prima del voto dell’Aula. Il perimetro previsto dal testo, tuttavia, è ancora oggetto di confronto.
La vicenda ha inoltre una dimensione molto concreta. Per cittadini, avvocati, imprese e professionisti, il circondario giudiziario non è una semplice delimitazione amministrativa: significa sapere a quale ufficio rivolgersi, dove svolgere le proprie attività e quali saranno i percorsi da affrontare per accedere ai servizi giudiziari.
Il termine per la presentazione degli emendamenti alla Camera scade giovedì 24 settembre alle 18. Dopo quella scadenza toccherà alla Commissione Giustizia esaminare le proposte e definire il testo da sottoporre all’Aula. Successivamente il provvedimento passerà al Senato per il secondo passaggio parlamentare.
Ma a questo punto, oltre alle ragioni organizzative e territoriali, emerge un interrogativo che sarebbe sbagliato ignorare. La discussione sul nuovo Tribunale sta rimanendo una questione di efficienza della giustizia oppure rischia di trasformarsi in una nuova contesa politica e campanilistica?
È una domanda che riguarda Bassano, ma non soltanto Bassano. Perché se il progetto nasce con l’obiettivo di avvicinare la giustizia ai cittadini e costruire un presidio adeguato alle esigenze del territorio, la definizione del suo perimetro dovrebbe essere valutata innanzitutto sulla base di criteri concreti: funzionalità, accessibilità, organizzazione e interesse dei cittadini.
Il rischio, altrimenti, è che il confronto finisca per assumere un altro significato: quello territoriale e politico, come se bisognasse capire quale città debba prevalere sull’altra. E sarebbe un esito che meriterebbe una discussione ancora più attenta, proprio ora che l’iter è finalmente arrivato alla soglia delle decisioni.