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GEOPOLITICA
Australia, il Pacifico come argine alla Cina
Canberra rafforza la rete di alleanze per contrastare l’influenza di Pechino
Il primo ministro australiano Anthony Albanese arriva all'aeroporto Haneda di Tokyo il 23 maggio 2022 per un vertice "Quad" con i leader di Stati Uniti, Giappone e India. | AFP-JIJI
All’inizio del mese di luglio scorso, l’Australia e le isole Fiji hanno siglato un'importante alleanza per la difesa, rafforzando ulteriormente la strategia del governo federale volta a limitare l'influenza della Cina nella regione del Pacifico.
Dopo 75 anni di alleanze formali con Stati Uniti e Nuova Zelanda, il governo del premier Albanese ha firmato due nuovi accordi in meno di 12 mesi: con la Papua Nuova Guinea nell’ottobre scorso e con le Fiji nei primi giorni del mese di luglio. L'alleanza denominata "Ocean of Peace", sarà aperta, probabilmente, in futuro anche ad altri Paesi del Pacifico, tra cui Nuova Zelanda e Tonga.
Secondo quanto riportato dal The Guardian il testo dell’accordo stabilisce che entrambi i Paesi riconoscano che un attacco armato contro uno dei due "rappresenterebbe un pericolo per la pace e la sicurezza reciproche, nonché per la sicurezza del Pacifico". Le disposizioni in materia di consultazione prevedono che qualsiasi sviluppo legato alla sicurezza, considerato come minaccia alla sovranità, alla pace o alla stabilità di uno dei due Paesi, venga discusso con l'altro.
Da quando Albanese è salito al potere nel 2022, il Partito Laburista australiano ha lavorato per contrastare la crescente influenza della Cina nel Pacifico, anche attraverso una serie di accordi e trattati. Tra le intese recenti figurano l'accordo "Nakamal" con Vanuatu e il trattato "Falepili Union" con Tuvalu.
Tali accordi consolidano il ruolo dell'Australia come partner privilegiato per la sicurezza dei Paesi del Pacifico.
Nel 2022, la Cina ha siglato un accordo riservato sulla sicurezza con le Isole Salomone, suscitando timori a Canberra e in altre capitali della regione circa la possibilità che Pechino potesse ottenere una presenza militare permanente in un Paese del Pacifico. Attualmente, Canberra starebbe finalizzando un accordo con le Isole Salomone. L'Australia ha promesso fondi aggiuntivi per 708 milioni di dollari a favore del governo delle Isole Salomone. Una volta concluso, l'accordo rappresenterebbe un'importante vittoria diplomatica per il governo del primo ministro Anthony Albanese.
Gli sforzi dell'Australia per costruire relazioni più solide sia con partner storici che con nuovi partner, come Giappone e India, suggeriscono che Canberra stia cercando di mitigare i rischi futuri diversificando la propria rete di partner nel campo della sicurezza.
Attualmente, l’Australia è firmataria di numerosi accordi di cooperazione in materia di difesa.
Il Quadrilateral Security Dialogue, comunemente noto come Quad, è composto da quattro membri: Australia, Stati Uniti, Giappone e India. La cooperazione marittima tra queste potenze è nata in risposta allo tsunami dell'Oceano Indiano del 2004, ma si è successivamente estesa fino a comprendere un'agenda più ampia, che include questioni di sicurezza, economiche e sanitarie.
L’Australia fa parte anche dell’alleanza ANZUS (Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti) che attualmente si è articolata in due rapporti bilaterali: quella tra Australia-Nuova Zelanda e quella tra Australia-Stati Uniti.
AUKUS, un partenariato trilaterale per la sicurezza tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti. L'elemento centrale del partenariato è la collaborazione tra i tre Paesi per consentire all'Australia di acquisire capacità sottomarine a propulsione nucleare.
L'Australia fa parte della comunità di intelligence "Five Eyes", insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Nuova Zelanda.
L'Australia è anche uno dei partner della NATO nell'ambito dell'iniziativa "Enhanced Opportunity Partners (“Partner dalle opportunità rafforzate”), un programma volto a mantenere e approfondire la cooperazione con i partner che hanno fornito contributi significativi alle operazioni e alle missioni a guida NATO. Tale status comporta un accesso privilegiato a programmi di interoperabilità ed esercitazioni, nonché una maggiore condivisione di informazioni, incluse le lezioni apprese, contribuendo così a migliorare l'efficacia delle forze armate australiane (ADF). Sebbene l'Australia non sia membro della NATO, i suoi legami con l'organizzazione si sono rafforzati in seguito agli schieramenti delle ADF in Afghanistan nell'ambito della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) a guida NATO.
L'Australia sta inoltre coltivando relazioni bilaterali in materia di sicurezza con paesi quali Giappone, India e Corea del Sud, potenze di rilievo nell'Indo-Pacifico che condividono le preoccupazioni riguardo alla traiettoria strategica della Cina.
Oggi, la regione dell’Indo-Pacifico, caratterizzata dalla sovrapposizione di interessi politici, economici e militari, è divenuta uno scenario fondamentale per la definizione degli equilibri internazionali. Per alcuni Paesi asiatici la ricerca di una maggiore cooperazione con altri Stati della regione potrebbe rappresentare un modo per riequilibrare i rapporti di forza nei confronti di Pechino.
Ciononostante, la Cina rimane il principale partner commerciale dell'Australia. È il principale mercato estero per molti dei beni e servizi del Paese e un terzo delle esportazioni australiane è destinato alla Cina. Le relazioni economiche tra i due Stati rimangono pertanto di grande rilievo.