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POLITICA

Pietrosante in Futuro Nazionale, il caso politico nella maggioranza Finco

L’opposizione chiede al sindaco se l’adesione al movimento fondato da Roberto Vannacci sia compatibile con il perimetro politico e programmatico dell’Amministrazione

Pubblicato il 10 set 2026 · Visto 677 volte

Massimiliano Cavallo · Contributor

L’adesione di Gianluca Pietrosante a Futuro Nazionale, il movimento politico fondato da Roberto Vannacci, porta in Consiglio comunale una domanda sul perimetro della maggioranza che sostiene il sindaco Finco.
A formularla sono i consiglieri comunali di minoranza: Roberto Campagnolo, Paola Tessarolo, Riccardo Poletto, Paolo Retinò, Giulia Moro, Manuel Remonato e Sonia Zonta.

Da Bassano a Vannacci: l'opposizione chiede conto al sindaco del caso Pietrosante.

Il tema, chiariscono i firmatari, non è la scelta personale di Pietrosante. È capire se quella scelta abbia conseguenze sull’identità politica della maggioranza.
Nell’interpellanza si ricorda infatti che Pietrosante ha aderito a Futuro Nazionale «continuando nel contempo a far parte del perimetro politico della maggioranza che sostiene l’Amministrazione Finco».
Da qui il confronto con le Linee programmatiche 2024-2029 dell’Amministrazione. Nel documento vengono richiamati i principi di «inclusione, coesione sociale, attenzione alle fragilità, partecipazione, sostenibilità e apertura alle opportunità europee».
I consiglieri mettono questi principi a confronto con il documento programmatico di Futuro Nazionale, che si definisce una «Destra identitaria, pura e vitale» e indica tra i propri valori fondamentali «identità nazionale, “famiglia naturale”, sicurezza e tradizione».
L’interpellanza richiama, in particolare, alcune posizioni contenute in quel programma.
Si parte dal cosiddetto «patriarcato mediterraneo», indicato come modello da «proteggere e non criminalizzare», e dalla formazione di «maschi forti» chiamati a proteggere le donne.
Poi il matrimonio tra uomo e donna quale unico istituto di coppia, con la proposta di superamento delle unioni civili.
E ancora la scuola. Il programma, secondo quanto riportato nell’interpellanza, propone una concezione fondata sulla selezione e sulla differenziazione degli studenti «in relazione alle loro capacità e attitudini», fino alla previsione di percorsi o classi differenziate.
Tra i punti richiamati figurano inoltre l’introduzione di forme di educazione militare nella scuola, la differenziazione nell’accesso ad alcune forme di welfare sulla base della cittadinanza e una visione «fortemente critica dell’attuale processo di integrazione europea».
Per l’opposizione si tratta di una visione precisa della società, della famiglia, dell’educazione e dell’integrazione. Una visione che appare, scrivono, «in diversi punti, significativamente distante» dall’impostazione contenuta nelle linee programmatiche dell’Amministrazione.
È qui che l’interpellanza chiede al sindaco di chiarire la posizione della maggioranza.
La prima domanda è diretta: dopo l’adesione a Futuro Nazionale, Pietrosante continua a essere considerato «parte integrante del perimetro politico della maggioranza»?
La seconda riguarda il significato politico di quella presenza. L’ingresso nella maggioranza di un rappresentante di una forza politica con una piattaforma così caratterizzata comporta anche «qualche condivisione politica e programmatica» delle posizioni di Futuro Nazionale?
Il terzo punto entra nel merito. Chiedono come siano conciliabili i principi di inclusione, coesione sociale e apertura delle linee programmatiche comunali con il «patriarcato mediterraneo», il superamento delle unioni civili, la separazione degli studenti sulla base delle capacità, l’educazione militare nella scuola e la differenziazione nell’accesso al welfare.
Poi c’è il passaggio sulla maggioranza. Le liste civiche e le altre forze politiche che la compongono sono state coinvolte in una valutazione politica sull’ingresso di Futuro Nazionale nel perimetro che sostiene l’Amministrazione?
Infine, la domanda sulla direzione del mandato amministrativo: le Linee programmatiche 2024-2029 restano «integralmente confermate» oppure l’evoluzione politica della maggioranza comporta «una diversa interpretazione della visione di città» sulla quale l’Amministrazione ha costruito il proprio mandato?
I firmatari mettono nero su bianco anche ciò che, a loro avviso, non è in discussione.
«La questione posta non riguarda la libertà del singolo consigliere di aderire alla forza politica che ritiene più vicina alle proprie convinzioni».
Riguarda invece «il diritto del Consiglio comunale e dei cittadini di sapere se alla modifica del perimetro politico della maggioranza corrisponda anche una modifica del suo perimetro valoriale e programmatico».
La richiesta finale è altrettanto precisa: sapere «quali delle posizioni sopra richiamate di Futuro Nazionale siano considerate dal Sindaco e dalle forze civiche e politiche della sua maggioranza compatibili con la visione di Bassano contenuta nelle Linee programmatiche 2024-2029 e quali invece non lo siano».
Il caso politico, dunque, è tutto dentro questa domanda. Non se Pietrosante possa scegliere la propria appartenenza politica. Ma se quella scelta, entrando nel perimetro della maggioranza, cambi o meno il perimetro politico e programmatico dell’Amministrazione Finco.