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GEOPOLITICA
Ritorna il fantasma delle Falkland/Malvinas
Le nuove rivendicazioni argentine, le tensioni con Londra e le ambigue aperture di Donald Trump riaccendono la disputa sulla sovranità delle isole contese
In un'intervista con un'emittente britannica, il presidente Donald Trump aveva sollevato dubbi sull’eventuale sostegno degli Stati Uniti alla Gran Bretagna in caso di un nuovo conflitto per le Isole Falkland.
Guerra delle Falkland: un conflitto nell'Atlantico meridionale (1982) - Credit: Fox Photos/Getty Images
Nuove tensioni relative alle isole sarebbero riemerse dopo la vittoria per 2-1 dell'Argentina sull'Inghilterra nella semifinale dei Mondiali di calcio di luglio, quando i giocatori argentini, durante i festeggiamenti, hanno srotolato uno striscione con la scritta "Las Malvinas son Argentinas", ovvero “le Falkland sono argentine”.
Secondo quanto riportato dal quotidiano argentino Clarin il 3 settembre scorso, Javier Milei si è rivolto alla nazione in merito alla disputa sulle Isole Falkland e ha annunciato una serie di misure per salvaguardare la sicurezza nazionale e riaffermare la sovranità argentina sull'arcipelago dell'Atlantico meridionale. In un messaggio di circa 15 minuti, il presidente ha chiesto il pieno esercizio della sovranità sulle isole e ha illustrato i decreti che firmerà e i progetti di legge che sottoporrà al Congresso. In particolare, il governo inasprirà le sanzioni contro le aziende coinvolte in progetti di estrazione petrolifera nelle acque rivendicate dall’Argentina e amministrate dal Regno Unito e porterà avanti la costruzione della base navale integrata nella Terra del Fuoco.
Il progetto offshore Sea Lion, per l’estrazione di greggio, situato a 220 km a nord delle Falkland, potrebbe essere uno degli obiettivi del governo argentino. L’inizio della produzione sarebbe previsto per il 2028. Le società coinvolte nel progetto sono La compagnia petrolifera britannica Rockhopper e la società israeliana Navitas Petroleum.
Nel frattempo Navitas Petroleum ha fatto sapere di voler proseguire con le attività previste e di non ritenere che i recenti sviluppi politici sulle Isole Falkland/Malvinas possano influenzare il calendario di sviluppo del suo progetto petrolifero offshore nel bacino del Nord Falkland.
Il Governo Nazionale argentino aumenterà inoltre le risorse destinate al Ministero della Difesa per promuovere la costruzione di una Base Navale Integrata nella Terra del Fuoco e potenziare le capacità di telecomunicazione. La base, sebbene già esistente, si trova in una fase di sviluppo iniziale.
La questione delle isole è sentita sia dagli argentini che dai britannici, che provano un forte attaccamento al loro destino, non solo per ragioni storiche, ma anche a causa della guerra che le ha coinvolte nel 1982. L'Argentina si appella annualmente al Comitato speciale delle Nazioni Unite per la decolonizzazione, chiedendo l’apertura di un dialogo diretto sulla sovranità, ma questi sforzi non hanno mai prodotto risultati.
Nel referendum del 2013, gli abitanti delle Falkland/Malvinas espressero la volontà, con il 99,80% dei voti contro lo 0,20%, che le isole rimanessero un territorio britannico d'oltremare. La posizione del Regno Unito sulle Isole Falkland è "irremovibile", ha dichiarato Downing Street dopo che il presidente argentino aveva affermato che le isole sono "storicamente e legalmente" argentine. Il primo ministro Andy Burnham "sostiene pienamente la volontà degli isolani", ha affermato un portavoce di Downing Street.
Dal punto di vista degli Stati Uniti, Washington mantiene ufficialmente una posizione neutrale sulla questione della sovranità sulle isole. La Gran Bretagna rivendicò la sovranità sull’arcipelago per la prima volta alla fine del XVII secolo e ne mantiene il controllo quasi ininterrottamente dal 1833. In pratica, gli USA riconoscono l'amministrazione britannica sul territorio, oggetto dell'invasione argentina e del successivo conflitto militare di 74 giorni con la Gran Bretagna nel 1982.
Ma le dichiarazioni di Trump sembrano rappresentare il segnale della volontà di utilizzare la disputa come leva per fare pressione sul governo del nuovo primo ministro britannico, Andy Burnham, affinché aumenti le spese per la difesa, i contributi alla NATO e, probabilmente, maggiore sostegno a Washington.
Dopo l'invasione argentina delle isole nel 1982, che causò la morte di 649 militari argentini e 255 militari britannici prima della resa delle forze argentine, la decisione del governo di Margaret Thatcher di inviare una task force navale, che portò infine alla loro riconquista dell’arcipelago, fu rafforzata dal fermo sostegno diplomatico di Ronald Reagan, che si schierò dalla parte della Gran Bretagna, nonostante Washington fosse anche alleata della giunta militare argentina allora al potere.
Oggi, lo stretto rapporto tra il presidente Trump e Javier Milei, unito alla tendenza del presidente americano a mettere in discussione posizioni storiche consolidate, rappresenta un segnale di allarme per il Regno Unito.
Di recente, Trump si è avvicinato al presidente argentino, che ha partecipato alla sua seconda cerimonia di insediamento nel gennaio dello scorso anno. Nel 2025, Trump ha autorizzato un piano di salvataggio finanziario da 20 miliardi di dollari per l'Argentina, al fine di aiutarla a superare la crisi finanziaria, subordinando però l'erogazione dei fondi alla vittoria del partito di Milei alle successive elezioni parlamentari.
Qualche giorno fa, al Dipartimento di Stato è stato chiesto se fosse possibile un cambiamento nella strategia statunitense riguardo alle Isole Falkland. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato: "La nostra posizione sulle isole rimane di costante neutralità. Riconosciamo che esistono rivendicazioni di sovranità contrastanti tra Argentina e Regno Unito. Riconosciamo l'amministrazione di fatto delle isole da parte del Regno Unito, ma non prendiamo posizione sulla sovranità".
Un eventuale cambio di posizione degli Stati Uniti rappresenterebbe tuttavia un duro colpo psicologico per la sovranità britannica sulle Falkland.
Oggi, a differenza di quarantaquattro anni fa, è presente un distaccamento permanente delle forze britanniche, con un contingente stimato di 1.200 e 1.500 soldati.
Tra gli altri mezzi militari britannici dispiegati nel territorio figurano quattro caccia Typhoon, elicotteri di ricerca e soccorso, sistemi di difesa aerea Sky Sabre e sottomarini nucleari della Royal Navy.
Secondo alcuni analisti l'Argentina "non ha nulla di paragonabile" a questa capacità militare.
Non è da escludere, tuttavia, che l’ipotesi, per ora sospesa, di restituire le Isole Chagos a Mauritius, possa aver contribuito in qualche modo a spingere l'Argentina a rilanciare le proprie rivendicazioni sulle Malvinas/Falkland.