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POLITICA

Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»

Il coordinatore Giangregorio e il capogruppo Giunta contestano la gestione della maggioranza e la mancanza di confronto sui provvedimenti in Consiglio

Pubblicato il 21 ago 2026 · Visto 7.051 volte

Massimiliano Cavallo · Contributor

Il punto politico sollevato da Fratelli d’Italia riguarda il proprio ruolo all’interno della maggioranza del sindaco Nicola Finco: il partito chiede un maggiore coinvolgimento nelle scelte e nel confronto politico. È la posizione espressa dal coordinatore cittadino Nicola Giangregorio, che parla della necessità di «un maggiore coinvolgimento», e dal capogruppo consiliare Stefano Giunta, secondo il quale Fratelli d’Italia, pur essendo il partito di maggioranza relativa nella coalizione, viene «tenuto sostanzialmente in un angolo».
Il tema, per entrambi, non è soltanto la gestione quotidiana della maggioranza, ma la possibilità di discutere insieme le scelte strategiche e il futuro della città.

La sede dell'amministrazione comunale al centro delle tensioni tra la giunta e il gruppo di Fratelli d’Italia. ( Foto Bassanonet.it )

Giangregorio parte dal contesto politico che ha portato alla nascita dell'amministrazione. Al primo turno le forze che oggi sostengono Finco si erano presentate con candidature e proposte differenti, mentre al ballottaggio si è concretizzata la convergenza nel centrodestra. «L’attuale maggioranza è composta anche da Fratelli d’Italia — sottolinea il coordinatore —. Il sindaco Nicola Finco è sindaco grazie e soprattutto a Fratelli d’Italia».
Il coordinatore ricostruisce quindi le ragioni del sostegno. «Quando ci siamo ritrovati al ballottaggio, abbiamo fatto in modo di ricompattare la coalizione di centrodestra, partendo dal lavoro preliminare fatto sui progetti e sui valori che ci hanno sempre accomunati per arrivare all'apparentamento».
Da qui la sua lettura del rapporto con le altre forze della coalizione. «Ciascuno presenta la propria proposta, soprattutto in una fase complessa come quella vissuta a Bassano del Grappa; poi ci si siede al tavolo per trovare le giuste mediazioni e costruire una progettualità ampia, capace di accogliere le diverse sensibilità e idee». Il punto, per il coordinatore, è proprio il coinvolgimento.
«Per quanto riguarda il gruppo di Fratelli d’Italia non c’è assolutamente un essere a priori contro qualcuno. Anzi, quello che noi chiediamo è un maggiore coinvolgimento».
Nel confronto rientra anche la posizione di Elena Pavan. Giangregorio ricorda che Pavan è una componente di Fratelli d’Italia e contesta che possa essere limitata la sua partecipazione al confronto politico. «Elena Pavan è una componente di Fratelli d’Italia e nessuno può permettersi di dire se può o meno partecipare alle riunioni di maggioranza, se può o meno parlare». «Questa è una situazione che assolutamente non va bene dal punto di vista politico, ma soprattutto non va bene dal punto di vista umano. Stiamo parlando di una persona che ha una sua esperienza, che ha delle sensibilità e che ha attraversato un periodo personale difficile».
La richiesta, dunque, resta quella indicata all’inizio: maggiore coinvolgimento nel confronto interno alla coalizione.

Il capogruppo consiliare Stefano Giunta entra invece nel merito del funzionamento della maggioranza. E parte dal peso elettorale del partito.

Consigliere Giunta, qual è il tema di fondo che Fratelli d’Italia pone all’interno della maggioranza e che cosa non funziona, secondo voi, nelle riunioni?
«Il tema di fondo è che Fratelli d’Italia, nonostante sia il partito di maggioranza relativa all’interno di questa maggioranza — perché, fino a prova contraria, ha preso più voti di tutte e cinque le liste che appoggiano Finco — viene sostanzialmente tenuta in un angolo dal resto della maggioranza, per motivi che non comprendiamo. Quando si rivendica che le questioni vengono trattate in maggioranza, io posso dire che vengono trattate solo in parte, nel senso che vengono affrontate per lo più le questioni tecniche».

Quali sono gli esempi concreti che vi portano a dire che gli argomenti non vengono affrontati tutti in maggioranza?
«Lo dico a ragione veduta e solo per citare gli argomenti e le questioni che sono state oggetto nell’ultimo Consiglio comunale. Quando abbiamo discusso l’assestamento di bilancio, ci siamo astenuti su un argomento che non era stato presentato in sede di commissione: Bassano deve pagare 130 mila euro per riavere in possesso la dotazione di mezzi e strumenti che erano in capo all’Unione Montana per quanto riguarda la Polizia Locale. Questo è un aspetto politico non indifferente, così come, sempre a livello di bilancio, l’incremento importante di due terzi della previsione di spesa per la promozione della città. Anche questo non era stato oggetto di presentazione in maggioranza. In sostanza, è inutile che si dica che gli argomenti vengono trattati in maggioranza quando non è del tutto vero. Ma, ripeto, le ho citato solo l’ultimo esempio, che si aggiunge a un’altra questione discussa nell’ultimo Consiglio comunale: l’argomento riguardante la cosiddetta “spiaggetta”, inserito all’ultimo momento all’ordine del giorno».

Che cosa è successo, secondo la vostra ricostruzione, e perché ritenete che non ci fossero le condizioni per affrontare l’argomento in maggioranza?
«L’argomento mi è stato chiesto di portarlo in Commissione la mattina per il pomeriggio perché la Commissione era stata convocata, quando l’argomento non era assolutamente transitato per l’esame del gruppo di maggioranza. Quindi non c’erano gli estremi per poterlo discutere e eventualmente approvare in maggioranza stessa».

La vicenda di Elena Pavan è stata usata come pretesto per attaccare Fratelli d’Italia?
«Lei l’ha detto e non posso che confermarlo. La situazione è stata usata in maniera strumentale. Va ricordato che, quando la nostra lista di Fratelli d’Italia ha appoggiato la Pavan al ballottaggio, ci sono stati 300 o poco più voti di scarto con Finco. Non è che si possa dimenticare che la Pavan, in ogni caso è diventata un’iscritta al partito. Non ci sono argomentazioni, se non risibili e personali, che non hanno niente a che vedere con le questioni politiche e, come tali, sono inaccettabili».

Avete provato a chiarire la situazione con gli alleati e che cosa chiedete ora alla maggioranza?
«Ci abbiamo tentato in tutti i modi di far ragionare gli alleati, ma evidentemente non c’è peggio sordo di chi non vuol sentire. Tra l’altro l’hanno ribadito nell’ultimo comunicato stampa, in maniera abbastanza netta. Questo, dal punto di vista politico, è una cosa che noi abbiamo segnalato e sulla quale insistiamo, perché non è pensabile affrontare solo la quotidianità, ma è necessario anche affrontare temi di più largo respiro, che diano un orizzonte di medio e lungo periodo alle scelte strategiche di Bassano».

Consigliere, Fratelli d’Italia continuerà a sostenere la maggioranza del sindaco Finco?
«Quello che ci chiediamo è sinceramente se al Sindaco Finco interessi ancora l’appoggio di Fratelli d’Italia».

Le questioni sollevate da Fratelli d’Italia chiamano direttamente in causa il rapporto tra le diverse componenti della maggioranza. Il confronto riguarda il metodo con cui vengono affrontate le scelte politiche e il livello di coinvolgimento del partito. Ora la questione passa agli alleati: capire se il confronto porterà a un chiarimento e a un maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano il futuro di Bassano.

La redazione resta disponibile a pubblicare eventuali precisazioni, chiarimenti o repliche da parte dei soggetti e delle componenti politiche coinvolte nella vicenda, nel rispetto del principio di correttezza dell’informazione e del contraddittorio.