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Aumenti da record per gas ed elettricità: il terziario rischia il collasso

I dati shock di Confcommercio: la componente Asos incide per il 16% sulla materia prima. L'associazione invoca il nucleare e la revisione delle tariffe

Pubblicato il 11 ago 2026 · Visto 939 volte

Redazione · Redazione Bassanonet.it

Nuova fiammata per i costi energetici e scatta l'allarme tra le imprese del terziario vicentino. A denunciare la situazione è Confcommercio Vicenza, che rileva un incremento costante dei prezzi di elettricità, gas e carburanti, sollecitando interventi urgenti al Governo e all'Unione Europea.

Mazzata d'agosto su bollette, gas e carburanti: Confcommercio chiede il ripristino del credito d'imposta e la stretta sulla componente Asos

I dati registrati evidenziano un'inversione di tendenza nei costi. Nei primi dieci giorni di agosto il Prezzo Unico Nazionale (PUN) dell'energia elettrica ha raggiunto una media di 182 euro per megawattora, contro i 132 euro di gennaio (+37,9%) e i 108 euro di agosto 2025. Per il gas, la quotazione PSV di luglio è salita a 59,99 centesimi di euro al metro cubo, mantenendo una media annuale di circa 48 centesimi, superiore ai 40 centesimi del 2025.

L'impatto economico colpisce in particolare i settori a maggior consumo energetico, come ristorazione, ricettività alberghiera, panificazione, pasticceria e commercio alimentare.

«Questa situazione mette le aziende di fronte alla scelta tra assorbire i costi riducendo i margini o scaricarli sui prezzi finali con effetti sulle vendite», dichiara Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza. «In entrambi i casi le ripercussioni sull'economia sono pesanti, ed è quindi essenziale un intervento coordinato per calmierare i prezzi».

Tra le misure proposte dall'associazione figura la revisione degli oneri di sistema, in particolare la componente Asos per il sostegno alle energie rinnovabili, che pesa per oltre 31 euro al MWh sulle utenze non domestiche in bassa tensione.

«Dopo i tagli del secondo trimestre 2026, Arera ha previsto un primo rialzo della tariffa dal 1° luglio per far fronte allo squilibrio tra gettito e incentivi», spiega Massimo Chiovati, vicedirettore dell'associazione e responsabile dello Sportello Energia. «Essendo le piccole e medie imprese i principali contribuenti di questa voce, serve un intervento strutturale del Governo, anche tramite la fiscalità generale, e il ripristino del credito d'imposta per i costi energetici sostenuti».

Sul piano strutturale, Confcommercio richiama i dati nazionali che vedono l'Italia stabilmente sopra la media europea per i prezzi dell'energia all'ingrosso dal 2021 al 2025, a causa della dipendenza dalle importazioni e di un mix energetico ancora sbilanciato sulle centrali a gas. Da qui la richiesta dell'associazione di proseguire con la diversificazione delle fonti e di valutare lo sviluppo del nucleare.