Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 16-05-2017 13:57
in Cronaca | Visto 1242 volte
 

Affari di famiglia

Madre e figlio arrestati e incarcerati per una rapina in casa compiuta a Bassano nel 2013. Un'altra figlia sta già scontando la pena. Il terzetto fa parte dei “frequentatori” dell'area Prix in Quartiere Firenze

Affari di famiglia

L'arresto di Tosca Zaborra a San Giuseppe di Cassola

Era il primo pomeriggio del 20 aprile 2013 quando un anziano residente in via Boschetto a Bassano del Grappa, mentre si trovava a letto nella sua abitazione, udiva una voce di donna a lui conosciuta che chiamava il suo nome e quindi il rumore di un vetro della finestra infranto. Sceso al piano inferiore, veniva fronteggiato da due donne e un uomo che erano penetrati in casa armati di bastone. I tre ingiungevano a gran voce all'anziano di consegnare il denaro che aveva in casa, aggredendolo ripetutamente e colpendolo al capo e al corpo sia a mani nude che col bastone. L'aggressione a scopo di rapina si concludeva con l'anziano a terra, derubato di portafogli (contenente bancomat e circa 110 euro), chiavi di casa e dell’autovettura, telefono cellulare.
Chiamato il 112 dal telefono di un vicino di casa, accorrevano sul posto i Carabinieri che notavano sul capo della vittima un'evidente lesione lacero-contusa.
Accompagnato al Pronto Soccorso, all'aggredito veniva riscontrata una “contusione cranica con ferita al cuoio capelluto e contusione all'avambraccio sinistro con ferita lacera”, giudicate guaribili in 15 giorni.
Ma i tre malintenzionati non avevano fatto i conti con la circostanza che l'aggredito conosceva di vista uno di loro: una delle due donne, la più giovane, che lo aveva chiamato prima di sfondare la finestra di casa. Le ricerche dei Carabinieri si facevano serrate e la donna in questione veniva subito individuata: si tratta di Rossella Mazzaro, classe 1980, residente a Pradipaldo, frazione di Marostica.
L'anziano aveva riferito di averla conosciuta qualche tempo prima e di averle prestato del denaro in varie occasioni, mosso a compassione da varie disgrazie che la Mazzaro fingeva di aver subito. Successivamente la vittima aveva invece iniziato a declinare tali richieste poiché sempre più consistenti e pressanti: con ogni probabilità tale diniego ha originato quella che, ad opinione degli investigatori del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Bassano del Grappa, è stata una vera e propria spedizione punitiva.
Conoscendo la Mazzaro e le sue frequentazioni, venivano quindi mostrate all’anziano diverse foto di soggetti criminali: lo stesso riconosceva quali correi della rapina la madre della Mazzaro, Tosca Zaborra, classe 1961, residente a San Nazario ma di fatto domiciliata a San Giuseppe di Cassola e il fratellastro Franco Sguario, classe 1978, residente a Pradipaldo di Marostica.
Tutti e tre - madre e due figli - ampiamente conosciuti agli archivi delle forze dell'ordine per vari precedenti penali nonché condanne passate in giudicato.
Il terzetto fa inoltre anche parte del gruppo di “frequentatori” dell'area esterna al supermercato Prix di via Brigata Granatieri di Sardegna in Quartiere Firenze in città, saliti agli onori delle cronache lo scorso marzo per l'aggressione ai danni di un giovane marocchino, strattonato da uno dei balordi che gli aveva messo le mani addosso per una sigaretta negata. Ad essere riconosciuto quale autore materiale dell'aggressione, e denunciato in quanto tale, è stato proprio Franco Sguario.
Dopo il riconoscimento dei tre autori della rapina, veniva rintracciata solo la Zaborra che, con assoluta tranquillità a riprova della sua tendenza a delinquere, si dichiarava estranea a qualunque cosa e affermava ai militari dell'Arma di non vedere i due figli da diversi giorni. Tuttavia l’analisi investigativa dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Bassano del Grappa non lasciava scampo ai tre, che venivano finalmente condannati dalla Corte d’Appello di Venezia nell’ottobre 2015, per rapina in concorso e lesioni, con sentenza che passava successivamente in giudicato.
Rossella Mazzaro veniva tratta in arresto nell'aprile del 2016 e trasferita al carcere veronese di Montorio per scontare una pena di 2 anni e 7 mesi. Per la madre e il fratellastro invece, dopo vari differimenti ottenuti dai rispettivi avvocati, gli ordini di carcerazione sono giunti venerdì scorso.
Sabato i Carabinieri del NORM si sono recati nell'abitazione della Zaborra in via Zanella a San Giuseppe, dove la donna si è barricata in casa fingendo di essere assente.
Insospettiti però da alcuni rumori i militari non si sono persi d'animo e hanno richiesto l'intervento a supporto dei Vigili del Fuoco di Bassano del Grappa per consentire di fare l'irruzione. Alla vista del camion dei pompieri la Zaborra ha desistito e si è consegnata infine ai Carabinieri.
Il rintraccio di Sguario è invece opera ben più complessa: probabilmente avvisato dalla stessa Zaborra, si dava infatti alla macchia, risultando irreperibile in ogni luogo di nota frequentazione, fra cui anche il Prix di Quartiere Firenze. Si metteva allora in moto la macchina informativa dei “segugi” del Nucleo Operativo di Bassano del Grappa che in 24 ore, analizzando filmati e fonti informative, riuscivano a rintracciarlo e arrestarlo a Sandrigo, probabilmente mentre cercava asilo da qualche conoscente.
La pena per i due arrestati è di 2 anni e 7 mesi circa, in carcere (rispettivamente Verona Montorio per la Zaborra e Vicenza per Sguario), già decurtata del presofferto in custodia cautelare.
“Una giustizia in questo caso rapida - commenta un comunicato del Comando Compagnia Carabinieri di Bassano del Grappa - che consente di togliere dalla strada alcuni dei soggetti che più hanno destato preoccupazione nel Quartiere Firenze quali frequentatori del Prix: fra l’altro proprio lo Sguario, recentemente, si sarebbe reso responsabile dell’aggressione ad un ragazzo marocchino per futili motivi.” “Ancora una volta l’intervento tempestivo e oculato dell’Arma - conclude la nota - consente di assicurare alla giustizia persone dall’elevata pericolosità sociale, che non hanno esitato ad approfittare con elevata pervicacia di un anziano nella sua abitazione.”
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