Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 10-03-2017 16:52
in Il "Tich" nervoso | Visto 2024 volte
 

Good Morning, Bassano

Sensazioni di prima mattina in una città che non siamo ancora in grado di apprezzare e rispettare pienamente

Good Morning, Bassano

Foto Alessandro Tich

Questa mattina mi sono tolto uno sfizio. Un piccolo fuoriprogramma che mi sono concesso tra le 6 e mezza e le 7 e mezza, orario che per chi fa il mio mestiere rappresenta solitamente l'equivalente della notte fonda, approfittando dell'aria tersa e del primo sole di una giornata che prometteva di essere meteorologicamente splendida.
Che cosa avrò mai fatto? Una cosa bellissima: una passeggiata in centro storico a Bassano del Grappa. Ci vado praticamente tutti i giorni, ma quello non è passeggiare: è solo spostarsi da e per la redazione, tra impegni di vario tipo che ti fanno andare anche di corsa e che offuscano la percezione del luogo in cui ti trovi. Vedi ma non guardi, senti ma non ascolti.
Azioni che adesso puoi permetterti di fare. È l'ora che precede la ripresa del lavoro, delle scuole, della vita quotidiana. Sulle vie circostanti non c'è ancora traffico, i padroni delle strade sono i camioncini di Etra per la raccolta dei sacchetti dell'immondizia.
Ed è l'ora, soprattutto, in cui Bassano si manifesta in tutta la sua piccola grande bellezza.
È la bellezza della città nuda e pura, senza aggiunte e senza fronzoli.
Nessuna attività commerciale a parte i primi bar che aprono bottega, nessun evento in corso, nessuna animazione di strada, nessuna happy hour, nessuna troupe delle Tv nazionali, nessuna fiction, nessun casting di X Factor.
Solo il silenzio di palazzi, monumenti, piazze, chiese, scorci panoramici e tanti dettagli che solitamente sfuggono all'occhio come ad esempio le lapidi sulle facciate delle antiche case di cui, in queste condizioni di tranquillità, ci si può anche accorgere. Sono le pagine di pietra del libro di Storia della città, ma il più delle volte invisibili. Persino il Ponte, completamente vuoto e ancora in attesa che venga montata la prima impalcatura dei lavori di restauro, evidenzia coi primi raggi di sole il suo ammalato splendore.
Visioni che in una mattinata pre-primaverile come questa si stagliano imperiose sopra le pareti imbrattate di graffiti, sopra le aiuole con gli escrementi dei cani, sopra le cartacce e i gratta e vinci gettati per terra. Ci sono anche quelle, tra le 6 e mezza e le 7 e mezza del mattino, il più delle volte sconveniente e impertinente lascito di alcune frequentazioni in centro della sera o della notte precedente.
È un momento magico che tra poco sparirà: il sole si farà più accecante e la città diventerà preda del suo solito tran-tran. Ma è quanto basta per rendersi conto di un valore aggiunto - anzi, di un privilegio - che non siamo ancora in grado di apprezzare pienamente: quello di vivere o di lavorare tra le mura di un autentico gioiello. Che, in quanto tale, reggerebbe da solo il confronto con altre più conosciute e frequentate destinazioni del turismo culturale. E che, sempre in quanto tale, andrebbe mantenuto come una reliquia e rispettato innanzitutto dai comportamenti di quelle stesse persone armate di spray, di carte da gettare o di deiezioni canine.
Solo tre esempi di una maleducazione civica che ben poco si sposa con quella “attrattività d'area” che tanto viene decantata quale elemento fondante dello sviluppo turistico della città e del territorio.
Ben vengano gli appuntamenti e le manifestazioni, i grandi eventi che il nuovo assessore alla Cultura e al Turismo del Comune vorrà aggiungere al calendario dei programmi della città.
Ma quello che più serve, prima di tutto, è un ritorno al senso di un decoro generale che sia degno e meritorio di questi palazzi, monumenti, chiese, piazze, scorci panoramici e lapidi di pietra che alle prime luci del giorno disegnano i contorni della Bella Addormentata che piano piano si risveglia.
Good Morning, Bassano.
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